| categoria: sanità Lazio

RIETI/ Doccia fredda per il De Lellis, nessuna assunzione. Pronto Soccorso resta in emergenza

«Pronto soccorso in emergenza: arrivano gli aiuti. La Regione dà l’ok per l’assunzione di altro personale». Titolavamo così domenica 25 gennaio la prima pagina dell’edizione di Rieti de Il Messaggero, dando notizia della decisione della Regione di trovare una soluzione ai problemi che affliggono il pronto soccorso e sottolineando anche che da Roma, finalmente, si era capito che il problema non era più solo emergianziale, ma era diventato strutturale. Contrordine. La possibilità di assumere, come comunicato ieri dalla Regione al direttore generale della Asl, Laura Figorilli, sarà possibile solo per sostituire personale in lunga malattia al pronto soccorso. Personale che al de Lellis non c’è. Quindi: nessuna assunzione.

«Siamo costretti a rimarcare – denuncia Marino Formichetti della Uil-Funzione pubblica – che, per la Regione il problema della carenza di personale al de Lellis non esiste. Ci chiediamo se il continuo aumento della mobilità passiva non sia motivo di riflessione e qualcuno abbia preso coscienza dei tanti interinali, precari da 6, 7 e 8 anni che stanno lasciando la nostra azienda per prendere servizio, con contratti normali, nelle aziende delle regioni limitrofe alla nostra, in primis l’Umbria. Una realtà, quest’ultima che metterà in difficoltà insuperabili interi reparti che si vedono da un giorno all’altro privi di quel personale rimasto fino ad ora con noi perché illuso da rassicurazioni mai concretizzate. Siamo stanchi, il personale è esausto, demoralizzato e demotivato, l’età media dei nostri professionisti è sempre più alta, i più giovani scappano e lasciano un’azienda e una Regione che non offre loro certezze per il futuro. Il presidente Zingaretti ha già fatto sapere che la sanità della Regione uscirà dal commissariamento probabilmente già dal 2016; speriamo però che si volti indietro prima per guardare verso la nostra sanità che non resisterà tanto. E’ proprio il caso di dire: “ l’intervento è perfettamente riuscito ma il paziente è morto”.

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