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SANREMO/ Kekko dei Modà, tre brani in gara. Ma non chiamatemi mr Festival

Di Antonella Nesi «Io Mister Sanremo 2015? Vi prego, non scherziamo. Ci sono fior di autori che ogni anno firmano più pezzi in gara al festival, soltanto che non sono anche i frontman di una band di successo e quindi non se ne parla». Così Francesco Kekko Silvestre, leader dei Modà, replica, in un’intervista all’Adnkronos, a chi lo indica come ‘colonizzatore’ del Festival di quest’anno, perché autore di ben tre brani in gara: ‘Una finestra tra le stelle’ di Annalisa, ‘Libera’ di Anna Tatangelo e ‘Il solo al mondo’ di Bianca Atzei, quest’ultima nell’occhio del ciclone perché secondo molti commentatori non abbastanza conosciuta per essere collocata tra i big (nonostante i quasi 20 milioni di views totalizzati dai suoi video on line). «Sì, ho letto che si dice che io e il mio manager (Lorenzo Suraci, patron di Rtl 102,5, ndr.) abbiamo monopolizzato il festival ma francamente mi sembra un’accusa risibile. Ci sono 20 artisti in gara e, da quello che so, molti pezzi buoni che rimarranno. Perché la gara al festival, sì, c’è. Ma la gara vera, quella che conta, inizia dopo, con le classifiche e i passaggi radiofonici», sottolinea Kekko che finora al festival ha firmato brani per altri artisti solo nel caso di Emma Marrone, che con il suo ‘Non è l’inferno’ il festival l’ha vinto tre anni fa. Che effetto ti fa quest’anno avere più brani, in gara l’uno contro l’altro? «Non ci penso francamente. Per me Sanremo, anche quando a salire sul palco sono io, è soprattutto la più grande vetrina musicale italiana e se hai un buon pezzo e magari un buon album da far ascoltare l’ordine di piazzamento all’Ariston non è proprio un problema, come insegna anche la storia. Detto questo, certo che auguro a tutte e tre le artiste che canteranno un mio brano il più grande successo». Delle collaborazioni con Annalisa, Bianca e Anna dice: «Ognuna ha una sua storia precisa e un suo percorso. Con Annalisa ho iniziato un progetto due anni fa e per il suo nuovo album, che è la mia prima produzione, ho scritto due pezzi, uno dei quali è quello in gara, molto immediato ed adatto alle sue grandi doti tecniche. Quanto a Bianca, la sua voce mi piacque talmente tanto che convinsi Suraci a produrla e il brano che porta a Sanremo è molto intenso e struggente, una ballata che definrei anni ’60: un po’ retrò come la sua immagine. Con Anna Tatangelo ho iniziato a lavorare su invito di Gigi D’Alessio, che è anche il suo produttore e voleva vederla rinnovarsi. Così dopo ‘Muchacha’, ho scritto per lei questo brano che è leggero nel senso di fresco. Un brano che mi riporta alla Anna degli inizi, che mi piaceva molto. Insomma, per intenderci, non erano tre brani che mi avanzavano, come dicono i miei detrattori». Kekko, che compirà 37 anni il prossimo 17 febbraio, qui si fa più serio e puntualizza: «Sì, sono un autore prolifico. Finora ho scritto più di 150 brani e più di 110 li ho già pubblicati, tra quelli dei Modà e quelli per altri artisti. Ma mi offende molto che qualcuno pensi che cedo ad altri artisti gli ‘scarti’ della mia band. Non è affatto così. Anzi i Modà a volte si arrabbiano perché quando mi concentro sulla scrittura per altri lo faccio con la stessa passione e concentrazione che per noi. Con la differenza che i Modà hanno la priorità. Ovvero prima penso ai nostri pezzi, ai nostri album, ai nostri live e poi ai brani che scrivo per altri», aggiunge. E infatti il disco dei Modà che uscirà nei primi mesi del 2016 «è praticamente pronto: nel senso che i pezzi ci sarebbero già tutti ma poi magari nei prossimi mesi può aggiungersi il pezzo che mi fa cambiare la tracklist». E «non è escluso» che proprio l’anno prossimo i Modà tornino a calcare il palco dell’Ariston: «Se ci sarà l’occasione io lo farò molto volentieri. Non sono tra quelli che pensano che se riempi gli stadi non puoi più andare in gara a Sanremo». A Sanremo intanto ci tornerà in questi giorni e si fermerà per l’intera settimana festivaliera: «Ho preso casa e mi porto tutta la famiglia. I miei genitori adorano il festival. E questa volta me lo godrò di più anche io e in maniera diversa. Avrò meno impegni e riuscirò anche ad andare a pescare con mio padre, cosa che adoro fare»

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