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Oncologi e Otorini, liberalizzare i farmaci di fascia C aumenta le difficoltà dei pazienti

«I farmacisti italiani rappresentano da anni un reale punto di riferimento per tutti i cittadini e i pazienti di questo Paese. Sono presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale e offrono un presidio realmente importante. Per questo riteniamo critica e non adeguata per la realtà italiana la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C in altre strutture». Questa la posizione del presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, Carmine Pinto, in relazione all’ipotesi di aprire la vendita anche agli ipermercati di questi prodotti. «Il farmaco, anche quello in fascia C, svolge un ruolo spesso essenziale, che non va banalizzato e va gestito da farmacisti – spiega il presidente – proprio per evitare una possibile assunzione non controllata e talora con informazioni non sufficienti su un farmaco. Non dobbiamo dimenticare poi che i maggiori consumatori sono le persone anziane, oltre 12 milioni di persone nel nostro Paese. Sono i pazienti più fragili che molto spesso devono assumere più farmaci insieme perché colpiti da più patologie croniche, talora anche in concomitanza con terapie orali oncologiche. E molti sono anche pazienti che sono riusciti a sconfiggere il cancro». «Proprio per questo – conclude Pinto – il farmaco in fascia C va distribuito in strutture con personale sanitario. Anche per noi come Aiom, infatti, il farmacista rappresenta un alleato importante che dovrebbe essere ulteriormente valorizzato proprio quando, grazie ai progressi della ricerca, stiamo rendendo croniche molte patologie oncologiche».

LIBERALIZZAZIONI: OTORINI,MEDICINE FASCIA C SOLO IN FARMACIA

I farmaci in fascia C «devono essere venduti esclusivamente in farmacia. Le previste liberalizzazioni rischiano di creare confusione e di banalizzare l’utilizzo di un farmaco che invece rappresenta un atto medico importante». Così il presidente nazionale Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale (SIOeChCf), Giuseppe Spriano. «Come otorini ci occupiamo di patologie che coinvolgono il bambino, l’adulto e l’anziano e che trovano nelle terapie un validissimo ausilio – spiega -. Il rischio però spesso è di abuso e sottovalutazione degli effetti collaterali. Il farmacista è un professionista laureato in grado di consigliare il paziente e di fornire, se richiesto, un consiglio tecnico importante. Questo vale soprattutto nei piccoli centri dove la farmacia rappresenta un vero e proprio presidio sanitario che va difeso e valorizzato. I risparmi nella sanità – sottolinea Spriano – vanno cercati altrove, e tutti noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma non bisogna adottare misure che rischiano di creare disorientamento, soprattutto in quella fascia di popolazione come gli anziani che, oltre al medico, possono trovare nel farmacista un valido ausilio».

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