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RUBY/ I giudici, da Berlusconi ricompense commisurate alle prestazioni

«Le prestazioni, anche quelle minori di tipo ‘pubblicò, che avvenivano nel ‘bunga bungà (…) ricevevano una ricompensa commisurata, sempre rimessa alla discrezionalità del padrone di casa», cioè Silvio Berlusconi. È un passaggio delle motivazioni della sentenza con cui lo scorso novembre la terza Corte d’Appello di Milano, presieduta da Arturo Soprano, pur riducendo le pene inflitte in primo grado, ha condannato Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti per il caso Ruby.

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