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TUTTOCOMEPRIMA/ Berlusconi-Salvini, accordo per le regionali e patto per opposizione dura

Accordo elettorale per le prossime regionali, ma soprattutto un patto di ferro per dare battaglia in aula da domani contro il governo Renzi. Sub emendamenti alla riforma costituzionale, filibustering e quant’altro potrà servire a mettersi di traverso al premier e alla sua maggioranza “caterpillar”. E’ stato lungo e articolato il menù della cena di Arcore ieri a tarda sera, tra il padrone di casa Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, appena rientrato dalla controversa giornata palermitana. Accanto a loro Giovanni Toti, seduto al fianco del leader forzista, e Giancarlo Giorgetti vicino al capo del Carroccio.

. L’accordo per correre insieme c’è, a cominciare dal Veneto e dalla Liguria. Si tratterà ora di trovare un’intesa sugli uomini, perché se è scontata la ricandidatura di Zaia in Veneto, in Liguria si tratterà di convincere i leghisti a non schierare a tutti i costi un loro uomo che rischierebbe di penalizzare la coalizione in partenza. Dettagli, nell’ottica berlusconiana. All’ex Cavaliere interessava soprattutto ripristinare l’asse in vista della “ricostruzione del centrodestra” sulla quale è tornato a battere da giorni. Soprattutto dopo lo strappo sul patto del Nazareno post Quirinale. E il consolidamento di quell’asse, va da sé, implica l’allontanamento di Angelino Alfano e del suo Ncd: Salvini non tollera la convivenza, mentre Berlusconi considera quello “il partito delle poltrone” ormai consolidato al governo e difficilmente scindibile dai destini di Renzi. “Si sono ridotti a fare da cespuglio al Pd”, avrebbero concordato i quattro ieri a cena a Villa San Martino.

È così, da domani i capigruppo alla Camera di Forza Italia e Lega cercheranno di concordare azioni di disturbo e di opposizione – fa sapere chi era presente ad Arcore – ma proveranno anche a portare avanti proposte di modifica sul titolo V della Costituzione, nell’ambito della riforma all’esame a Montecitorio. Insomma, Salvini sempre più “goleador” del centrodestra, come ama definirlo l’ex Cavaliere, e in prospettiva candidato premier, chissà.

“Per mesi – ha detto oggi Salvini, numero uno della Lega Nord, durante una conferenza stampa a Milano al termine della riunione della segreteria federale del Carroccio – noi abbiamo fatto opposizione solitaria a un governo incapace e pericoloso, ora anche Forza Italia forse se n’è resa conto, forse riparte un dialogo, ma lo vedremo alla prova dei fatti. Noi non abbiamo niente da chiedere e niente da offrire. Vogliamo che gli italiani abbiano garanzia di patti chiari e amicizia lunga. Se si votasse domani mattina per le politiche, la Lega andrebbe da sola”. E poi: “Ci è stato assicurato che Forza Italia rimarrà all’opposizione” del governo di Matteo Renzi, “ma da qui a parlare di una accordo a 360 gradi ce ne passa”. Parole con cui Salvini frena rispetto alle dichiarazioni resa da Renato Brunetta, capogruppo azzurro a Montecitorio, che nelle stesse ore aveva parlato di una “alleanza a 360 gradi” tra Berlusconi e Salvini e che aveva risposto “assolutamente sì” a una domanda su una possibile alleanza tra i due.

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