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Centristi all’attacco, il premier faccia i conti con noi

Il fronte dei moderati prova a compattarsi per rispondere unito alla sfida lanciata dal premier dopo la ‘rottura’ del patto del Nazareno. Angelino Alfano tratta con Matteo Renzi e intanto lavora al patto che già ieri ha proposto al neo-segretario di Scelta Civica. Il quale, a sua volta, non ha perso tempo per lanciare i primi segnali al premier sulla legge elettorale e sulla riforma costituzionale. La direzione nazionale del suo partito convocata tra una settimana ce l’ha scritto nero su bianco: la riunione convocata per eleggere Presidente e vice del nuovo partito di Enrico Zanetti avrà all’ordine del giorno anche la discussione sulla legge elettorale. Così come è stata riscritta non va, non «è utile al Paese», ha già avvertito in occasione del congresso il neo segretario che lancia quindi il suo messaggio al premier: la nuova Sc intende fare il «tagliando» alla sua linea politica e, in assenza di un «chiarimento» con il Pd, potrebbe segnare una sterzata, «un momento di discontinuità rispetto al passato». Ma non basta. In attesa delle decisioni sulla legge elettorale, Scelta Civica si tiene le mani libere anche sulla riforma costituzionale. Sul ddl di riforma Sc «ci sarà» ma ai deputati che si sono sempre detti contrari Zanetti lascia libertà di esprimere il dissenso. Nessuna disciplina di gruppo, quindi, visto che «Renzi ci considera solo una manciata di voti e non una forza politica che si riunisce in un Gruppo». Sono gli ultimi segnali di allarme che i «civici» mandano al premier: aspetteranno ancora 24 ore e, in assenza di risposte dal Pd, si regoleranno di conseguenza. Ieri, al congresso, Zanetti ha dato la sua disponibilità: la prima interlocuzione è con il Pd, ha assicurato. «Dobbiamo ricucire i rapporti, noi lo vogliamo fare ma devono volerlo anche loro, non possiamo inseguirli nel momento in cui non fossero interessati al dialogo con noi». C’è infatti pronta la proposta di legarsi ad un «patto di consultazione» con Ncd. Anche Alfano, infatti, sta soffrendo in queste ore la morsa che gli si sta stringendo intorno con una FI che dialoga con la Lega e un Pd che per smarcarsi dal patto del Nazareno cerca di ricompattare le file con la sua minoranza. Il rilancio della questione delle unioni civili imbarazza il partito di Alfano che cerca sponde per arginare l’offensiva di Renzi. E se anche Sc non rappresenta esattamente un alleato su cui contare sui temi etici, un accordo nel fronte centrista, liberale e moderato in questo senso potrebbe convenire a tutti. E potrebbe funzionare anche come richiamo nei confronti dell’altra pattuglia dei primi reduci della lunga diaspora avvenuta nel partito che era di Monti: quella dei popolari che si sono riuniti in Per l’Italia. I contatti fervono. Il telefono del neo segretario di Sc squilla ininterrottamente da ieri pomeriggio. Ma nessun messaggio sarebbe arrivato dal Pd Il gruppo è ad un bivio: perché se dovesse optare per una linea più combattiva con l’esecutivo, Zanetti rischia di perdere altri pezzi per strada. I primi a potersene andare sarebbero Gianfranco Librandi e Stefano Quintarelli.

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