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Schettino piange in aula: “Non volevo esibire il mio dolore”

Si è conclusa con le lacrime di Francesco Schettino l’ultima udienza del processo Costa Concordia. Il comandante della nave naufragata all’Isola del Giglio fa una dichiarazione spontanea, appena prima che i giudici si riuniscano in camera di consiglio. “Quello che non è stato detto è che quel 13 gennaio sono morto in parte anche io” dice. Schettino legge da fogli scritti a mano. Si interrompe, singhiozza, piange. “Non è vero che non ho chiesto scusa, ma il dolore non va esibito per strumentalizzarlo”. “Dal 16 gennaio la mia testa – dice – è stata offerta con la convinzione errata di salvare interessi economici”. Secondo il comandante si è voluto accusare soltanto lui, “ho ascoltato frasi lesive della dignità umana per avvalorare la tesi di un uomo da condannare in linea con le logiche utilitaristiche che ormai a tutti sono chiare.
Per tre anni sono stato in un tritacarne mediatico. Rende difficile definire vita quello che sto vivendo, anche il mio isolamento processuale, tutto è stato distorto. Potrei fare diversi riferimenti, uno per esempio: ieri mi sono allontanato dall’aula per fare un’iniezione di antibiotico – racconta – e la prima agenzia italiana diceva che mi sono allontanato dall’aula per un gesto di stizza”.

“Dopo questo incidente sono cambiate le normative a livello internazionale”, “due computer Napa devono essere installati sulla plancia di comando, significa che questa cosa, come dicevo io, un valore ce l’aveva”, ha detto Francesco Schettino. “Anche agli ufficiali – ha continuato portando un altro esempio – deve essere fatto un percorso formativo più approfondito come suggerivo io”.

Schettino ha iniziato a parlare di “momenti di dolore che ho condiviso coi naufraghi a casa mia”, ma dicendo questo si è messo a piangere aggiungendo “Non volevo questo”, quindi ha interrotto il suo intervento. “Basta così”, ha detto. E il giudice lo ha fatto tornare a posto. I magistrati si sono riuniti poi in aula di consiglio per la sentenza tra i camerini del Teatro Moderno e la sede della procura. Alle 19 si saprà se la sentenza sarà letta oggi oppure slitta a domani.

Nelle repliche questa mattina ha parlato il legale di Costa con l’udienza che era stata interrotta ieri sera a causa di un malessere del legale Marco De Luca. Lo stesso, che era stato soccorso dal 118 e portato in ospedale per accertamenti medici, oggi è tornato in aula e ha terminato il suo intervento in cui critica le richieste di risarcimento delle parti civili alla compagnia di navigazione.
Poi i difensori del comandante Schettino hanno ribadito come non possa essere lui l’unico responsabile del naufragio ma come tutta la vicenda debba essere letta in un insieme di cause che l’hanno generata. Hanno ribadito che se il generatore d’emergenza avesse funzionato non ci sarebbero stati 32 morti perché molti passeggeri che hanno perso la vita l’hanno persa perchè si sono mossi nella nave inclinata al buio.

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