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SICUREZZA/ Sap, cinquemila militari in Libia, ma niente risorse

Il Governo Renzi «valuta, giustamente, un’azione militare in Libia contro l’Isis, che potrebbe impiegare fino a 5.000 soldati italiani e che ci costerebbe non meno di mezzo miliardo di euro l’anno. Peccato però che non si riescano a trovare subito 20 milioni di euro per garantire la sicurezza interna, assumere 1.000 agenti attingendo alle liste dei concorsi già banditi, implementare il numero di ufficiali di polizia giudiziaria (ne mancano 23.000 tra Ispettori e Sovrintendenti) che sono fondamentali per l’intelligence e le indagini, addestrare i nostri 12.000 operatori di volante con un corso anti terrorismo svolto dai migliori istruttori di polizia. Siamo all’assurdo». Lo afferma Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap. «L’attentato avvenuto a Copenaghen – dice ancora Tonelli – è la prova che non si può abbassare la guardia sulla sicurezza interna. Sarebbe da irresponsabili non tenere conto delle proposte di buon senso che abbiamo a più riprese presentato al premier Renzi e al ministro Alfano all’insegna del motto ‘poca spesa e tanta resa’. Il 18 febbraio proveremo a cercare delle risposte concrete perché ne discuteremo in un convegno che abbiamo organizzato al Senato alla presenza di esponenti politici di maggioranza e opposizione: da Salvini a Gasparri, da Fiano alla Meloni, da Giovanardi a Dambruoso».

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