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Auto blu, antitrust taglia, ultimi giorni ai ministeri

Tutte le amministrazioni centrali sono chiamate in questi giorni a dare conto dei tagli fatti e di quelli che intendono portare a compimento entro i termini stabiliti per decreto. I piani per svuotare i parcheggi dei ministeri e di tutte le altre istituzioni che rappresentano lo Stato sono, infatti, attesi sul tavolo del dipartimento della Funzione Pubblica. Con tutta probabilità ci saranno amministrazioni più veloci nel dare risposta, in alcuni casi già in regola da mesi, e quelle che invece, magari anche per problemi oggettivi, sono indietro. Tra le prime, le virtuose, c’è l’Antitrust, che ha fatto sapere di avere ridotto a tre le vetture a sua disposizione. Una sforbiciata «spontanea», sottolinea l’Authority, precisando come l’obbligo di riduzione non la toccava direttamente. Per le amministrazioni ‘lumaca’ ci ha pensato il ministro della Pa, Marianna Madia, a suonare la sveglia, con l’invio, rilanciato anche via Twitter, di una lettera ‘ultimatum’, datata 5 febbraio. Nota in cui parlava di dieci giorni come tempo limite per ciascuna amministrazione. Non contando i festivi resta ancora qualche ora. In realtà, spiegano dal ministero della Pa, non si tratta di un termine tassativo, l’importante è che tutti diano le informazioni richieste. L’obiettivo è avere un quadro della situazione per fine febbraio, quando arriverà in Consiglio dei ministri un monitoraggio ‘ad hoc’. Un passaggio formale che richiama le amministrazioni ad allinearsi. Si stanno quindi per tirare le fila di una lunga battaglia contro le auto blu, simbolo degli sprechi della politica. Una ‘guerra’ iniziata da Renato Brunetta e ripresa dal Governo Renzi con, oltre all’asta su e-Bay, un decreto, uscito in Gazzetta Ufficiale l’11 dicembre, che modula i tagli a seconda del numero di dipendenti dell’ente, ponendo comunque come tetto quello di 5 auto. La riduzione è poi spalmata nel tempo con tre round, il primo scade proprio a febbraio e riguarda le amministrazioni con un parcheggio sotto le 50 vetture. Le altre due date entro cui portare a termine i piani di adeguamento sono il 31 giugno (dalle 50 alle 100 macchine) e il 31 dicembre (per i garage più ampi). Le soglie riguardano ciascuna amministrazione centrale dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, comprese le agenzie governative nazionali, come quelle fiscali (Entrate, Demanio). Ad oggi, stando agli ultimi dati diffusi dal Formez, le auto blu nella Pa centrale sono circa 3.600. Analizzando più nel dettaglio la situazione dei ministeri, in base a quanto da loro comunicato per via volontaria, la banca dati del Formez (aggiornata automaticamente da ciascuna amministrazione) rileva chi è avanti: di certo lo sono lo Sviluppo Economico (zero auto), gli Interni (1), il Lavoro (2). La cura dimagrante è in corso anche ai ministeri della Salute (6 vetture e nessuna di proprietà), degli Esteri (sempre 6), al Mef (13 e solo una di proprietà) e al Miur (14, ma anche qui quasi tutte a noleggio). La presidenza del Consiglio starebbe a 15, tutte in affitto. Altri ministeri si aggirano sulla trentina (come la Cultura) e altri ancora, stando sempre al database del Formez, conterebbero ancora centinaia di vetture, d’altra parte anche dal decreto sono previste deroghe ai tagli per garantire alcuni servizi (dalle ispezioni alimentari all’ordine pubblico, dagli interventi sulla rete stradale alla difesa).

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