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Sale tensione Berlino-Atene. Tsipras respinge l’ultimatum: ci stanno provocando

Il premier greco Alexis Tsipras “respinge l’ultimatum” dell’Eurogruppo e ribadisce che “il piano di austerity è morto”. Lo riferisce il magazine tedesco Stern. L’Eurogruppo ha dato tempo alla Grecia fino a venerdì per decidere se accettare o meno un’estensione dell’attuale programma di aiuti. Ma da Berlino arriva un chiaro avvertimento: se il Paese resterà nell’euro “è una decisione interamente nelle mani della Grecia”, ha detto il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, facendo capire che l’uscita di Atene dalla moneta unica non è un’ipotesi solamente teorica. Tutto – ha aggiunto Schaeuble – è legato alla permanenza della Grecia in un programma di assistenza finanziaria che, se non venisse rinnovato, genererebbe una situazione “difficile”.

Ma il governo ellenico non pare intenzionato a cedere. L’ultima dichiarazione dell’Eurogruppo è “una provocazione”, ha attaccato il premier Alexis Tsipras, secondo quanto riferito da Bloomberg. Il capo dell’Esecutivo di Atene ha però sostenuto che la posizione espressa dai ministri delle finanze della zona euro “non riflette quella dei leader Ue”. Ad ogni modo, ha proseguito, sono “ottimista” sulle possibilità di arrivare ad un accordo. La democrazia “non può essere minacciata”, ha comunque sottolineato Tsipras, parlando all’emittente televisiva ellenica Vouli tv, dove ha ricordato come la Grecia non sia una colonia o un paria dell’Europa. Atene, ha concluso, non ha fretta e dunque non accetterà compromessi e il manterrà le promesse elettorali. Tsipras

Il portavoce dell’Esecutivo ellenico ha rincarato la dose: la Grecia “non firmerà un’estensione del programma di aiuti nemmeno con una pistola puntata alla tempia”, ha detto Gavriil Sakellaridis alla Tv greca, aggiungendo che “anche l’altra parte sente la pressione ed è in ansia per ciò che potrebbe accadere, siamo certi di questo”. Proprio la conferma dell’attuale programma è la condizione posta dall’Eurogruppo per concedere maggiore “flessibilità” ad Atene.

Non c’è un piano B” per la Grecia, ed è “tempo che Atene chieda l’estensione del programma”, ha del resto ammonito il commissario Ue agli Affari Economici, Pierre Moscovici, a margine dell’Ecofin in corso oggi a Bruxelles, commenta il fallimento delle trattative sul rifinanziamento del debito all’Eurogruppo di ieri. “Il piano ‘A’ è che ci sia un accordo a 19 e questo è il solo piano sul tavolo”, gli ha fatto eco il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas, rispondendo su eventuali piani B in caso di mancata intesa sulla Grecia. “La decisione finale dovrà essere concordata da tutti i 19 stati membri dell’eurozona, e questo l’ha reso chiaro ieri l’Eurogruppo”.

Intanto, in Grecia, l’ex premier Antonis Samaras ha telefonato ai leader dei partiti To Potami, Stavros Theodorakis, e del Pasok, Evanghelos Venizelos, per proporre – come egli stesso l’ha definito – un coordinamento di un’azione comune delle forze filo-europee. I due partiti non hanno respinto la proposta del leader di Nea Dimokratia, ma hanno preferito per ora prendere tempo. Secondo i media, ambienti vicini al leader di To Potami hanno risposto che il partito non entra nella logica della creazione dei fronti comuni, ribadendo che ora tocca al premier prendere iniziative, mentre hanno ricordato la richiesta di Theodorakis di convocazione del presidente della Repubblica di un Consiglio dei leader dei partiti politici per affrontare la questione. Da parte sua l’ex premier ha scritto in una nota che “nonostante gli sviluppi spiacevoli, il governo deve proseguire le trattative, unica via per uno sviluppo positivo per la Grecia. La trattativa deve essere condotta in modo responsabile vista l’importanza della situazione: abbiamo percorso molta strada e adesso non si può far saltare tutto in aria. La rottura non è una soluzione”, conclude

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