| categoria: Dall'interno

Il Comune stacca la luce al campo rom. Scatta la rivolta

Alcune decine di appartenenti a famiglie nomadi, con bambini al seguito, si sono incatenate oggi davanti ai contatori dell’energia elettrica del loro campo sinti a Vicenza per impedire il distacco della corrente. Un provvedimento annunciato da giorni dalla giunta di centrosinistra dopo che nessuno dei 23 nuclei famigliari del campo aveva sottoscritto regolari contratti con l’azienda fornitrice di energia sino ad oggi pagata dal Comune. La conseguenza del gesto ha portato a una lunga chiusura di una delle strade più trafficate della circonvallazione di Vicenza, viale Cricoli, con pesanti disagi per il traffico e a momenti di tensione. I tecnici incaricati dello stacco hanno chiamato carabinieri e polizia che dopo un lungo braccio di ferro hanno allontanato coloro che protestavano, consentendo agli incaricati dell’azienda municipale servizi di accedere all’area dove si trova il contatore elettrico e staccare le utenze. Nei giorni scorsi il prefetto di Vicenza Eugenio Soldà era stato informato che sassaiole e urla minacciose erano state indirizzate verso il campo nomadi. Ieri per le strade di Vicenza erano comparsi volantini, subito rimossi dai vigili, che incitavano a sparare ai nomadi. L’europarlamentare leghista vicentina Mara Bizzotto definisce «vergognose le sceneggiate dei nomadi». «Questa gente va mandata via – sostiene Bizzotto – e il campo va chiuso immediatamente».

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