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DAY AFTER/ Il questore D’Angelo ribatte al sindaco: “Io non faccio morti”, stoppata la vendetta dei romanisti

Il questore Niccolò D'Angelo

La follia ultrà lascia dietro di sé danni e polemiche. Dopo l’invasione e le devastazioni dei tifosi del Feyenoord iniziate mercoledì sera a Campo de’ Fiori e proseguite per tutta la giornata di ieri nel centro di Roma, epicentro della guerriglia piazza di Spagna con arresti e feriti, oggi si contano i monumenti scheggiati, le strade imbrattate, le auto, i motorini, i cassonetti colpiti. Una città violata per milioni di euro, quanti è ancora da decifrare. I pm antiterrorismo della Procura di Roma hanno avviato accertamenti sui disordini e i danni “irreparabili” alla fontana del Bernini, mentre la Questura vaglierà le 10 ore di filmati ripresi dalle telecamere. Ma è scontro su chi dovrà pagare e sulle misure di sicurezza in campo ieri e difronte a nuovi assalti e ferite al cuore della città.
Durante i sopralluoghi e le verifiche alla Barcaccia, appena restaurata e trasformata ieri in un cimitero di bottiglie e rifiuti, sono stati trovati altri danni in aggiunta a quelli già accertati al candelabro: ci sono scalfiture e scheggiature in diversi punti, “sono 110” ha spiegato l’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli al termine dei rilievi, “per fortuna molti frammenti sono stati ritrovati”. “Ieri avevamo già verificato la presenza di alcune scheggiature, in particolare un frammento di travertino di 10 centimetri appartenente all’orlo del candelabro centrale della vasca – ha aggiunto Claudio Parisi Presicce, il sovrintendente ai Beni Culturali di Roma – Questa mattina abbiamo fatto una perlustrazione con i tecnici della sovrintendenza e abbiamo potuto constatare che in realtà gli urti di queste bottigliette hanno causato molti più danni di quanti fossero visibili ad occhio nudo. Uno sconcerto, un vandalismo ingiustificato”. “Si tratta di un danno rilevante, oltre che di un oltraggio a un’opera d’arte straordinaria – aggiunge Annamaria Cerioni, responsabile del servizio restauri della Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali – Un danno grave anche perché permanente, dal momento che quando un’opera come questo viene danneggiata non tornerà più come prima”. Oggi alle 17 la fontana sarà restituita alla città levando le transenne e presto si procederà dunqua a un nuovo restauro. Ma la verifica non è ancora completata e la conta dei danni non può quindi considerarsi ancora definitiva. Il Comune intanto ha deciso di costituirsi parte civile, mentre il cda di Acea ha dato il via libera a partecipare alla riparazione dei danni. Anche il sindaco Marino si è recato stamani in piazza di Spagna: “Molte istituzioni, banche, società mi hanno già chiamato perché vogliono intervenire economicamente per riparare i danni. Io credo però che valga il detto ‘chi rompe paga’ e quindi la squadra e l’Olanda sono responsabili di ciò che è successo in questa città”. Dopo una lunga conversazione al telefono con l’ambasciatore dell’Olanda però Marino ha fatto invece sapere che “non si sentono responsabili dell’esborso economico per riparare la fontana del Bernini. Ne prendo atto” ha commentato il sindaco. “E’ prematuro dire che l’Olanda non vuole pagare i danni” provocati dagli ultras del Feyenoord a Roma, “occorre prima di tutto quantificare questi danni e poi ricercare i colpevoli” ha precisato Aart Heering, portavoce dell’ambasciatore olandese in Italia Michiel Den Hond: “Siamo un po’ sorpresi dalle parole del sindaco: ci sarà la massima cooperazione per individuare e colpire i colpevoli”.
Il presidente della Figc Carlo Tavecchio ha invece dichiarato: “Pur non avendo alcuna colpa, il calcio e la federazione che io rappresento, si sentono in dovere di contribuire a sostenere le spese di riparazione. Sarà un problema che rappresenterò nelle sedi nazionali e internazionali”. Il Codacons intanto è pronto a presentare alla procura un esposto chiedendo un risarcimento di 2,8 miliardi di euro all’Olanda.
Dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, il primo cittadino, durante una conferenza stampa convocata in Campidoglio, è tornato sulla polemica legata alla sicurezza: “Esigo che la capitale d’Italia abbia la gestione della sicurezza all’altezza di un Paese del G8. Suggerirei al questore e al prefetto di andare su internet e guardare le immagini. Se non hanno internet possono venire nel mio ufficio, io le ho”. Nel pomeriggio il primo cittadino incontrerà il ministro dell’Interno: “Chiederò ad Alfano se, visti gli ultimi fatti, Roma è sicura anche in tema di terrorismo. E’ evidente che ieri abbiamo dimostrato che è insicura”. E aggiunge: “Qualcuno deve dimettersi tra questore, prefetto e ministro Interno dopo quanto accaduto, io non sono un membro del governo e non prendo quindi queste decisioni”.
Nella conferenza stampa in via San Vitale il questore ha spiegato: “Non abbiamo sottovalutato il rischio: in campo c’erano 1800 agenti, 600 solo in centro, 450 già dalla sera di mercoledì grazie ai qualli abbiamo bloccato la rissa in Campo de’ Fiori”. “Non potevamo chiudere l’intero centro storico, blindare ogni piazza – ha aggiunto – quindi abbiamo deciso di cinturare piazza di Spagna per evitare che sfilassero in corteo nella città senza riuscire a controllarli. Abbiamo avuto il problema di controllare 40 tifosi romani che volevano tendere un agguato agli olandesi per vendicare la Lupa: li abbiamo intercettati e denunciati e abbiamo evitato un contatto con 600 giallorossi in piazza Mancini”. “Non siamo intervenuti mentre si ubriacavano e sporcavano la piazza – ha concluso – perché avremmo acceso una miccia spaventosa nell’ora di punta in cui sotto la scalinata di Trinità dei Monti passano bambini, famiglie, turisti, commercianti. Io morti non ne faccio. Abbiamo impedito una strage di innocenti”.

Tanti anche i cittadini infuriati assiepati attorno alle transenne che ora fanno da recinto di protezione della Barcaccia. “Sta gente pagasse i danni altrimenti non se ne va dall’Italia”, “Voglio vedé se andiamo noi da loro”, “Questa è casa nostra, non è giusto”. “E’ una vergogna”. “Che schifo, non è commentabile questa devastazione e incivilta’”, commentano altri. Alcuni ragazzi dell’associazione Room237 hanno lanciato un hashtag #unarosaperlabarcaccia lasciando un fiore sul bordo della vasca.

Tra loro, di passaggio, anche il cantante Gianni Morandi, che sul suo profilo Facebook ha scritto: ” Sono venuti in Italia per una partita di calcio, come tifosi del Feyenoord, ma questi barbari non hanno niente a che fare con lo sport. Com’è possibile che questi delinquenti possano mettere a soqquadro una città unica al mondo come Roma e magari restare impuniti? Stamattina c’erano moltissime persone sbigottite come me, che si domandavano perché succedono queste cose”.

Da ieri sera intanto sono detenuti nel carcere di Regina Coeli sei tifosi del Feyenoord fermati all’altezza della salita di San Sebastianello da poliziotti e carabinieri in occasione dei disordini scoppiati a piazza di Spagna. Il pm Eugenio Albamonte chiederà al gip, entro domani, la convalida degli arresti per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale sulla base dell’informativa ricevuta questa mattina dalle forze dell’ordine. Il gip, a sua volta, avrà a disposizione 48 ore per pronunciarsi sulle richieste della procura. Probabilmente lunedì gli ultrà olandesi, di età compresa tra i 25 e i 33 anni, saranno sottoposti a interrogatorio. Non si esclude che nelle prossime ore possa arrivare in procura una informativa più completa e dettagliata sui fatti di devastazione e saccheggio avvenuti nel centro della città. Al momento da piazzale Clodio si puntualizza che non è stata ancora pubblicata una specifica ipotesi di reato su quanto avvenuto ma non si esclude che si possa procedere anche per il reato di devastazione.

Confcommercio: “Tre milioni di perdite”. Oltre ai danni materiali e a quelli di immagine i commercianti fanno i conti. “A partire dalla sera del 18 febbraio e per tutta la giornata di ieri, a causa delle chiusure forzate, i negozi del centro hanno avuto una riduzione degli incassi ed un danno commerciale di circa 3 milioni di euro” stima il presidente di Confcommercio Roma, Rosario Cerra.
Altri extra-costi deivano invece dalla raccolta della spazzatura lasciata in terra: “Ieri dalla 17 c’è stata una pulizia massiccia da parte degli operatori Ama nella zona di piazza di Spagna. Sono intervenuti 10 operatori con 4 mezzi e sono stati raccolti 20 metri cubi di spazzatura, soprattutto vetro. Sono state mobilitate le squadre che erano in zona, e quindi sono state spostate dai punti dove stavano lavorando” ha detto l’assessore all’Ambiente Estella Marino.

Intanto è il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, olandese e romanista, a chiedere la “linea dura contro le azioni di chi si definisce tifoso del Feyenoord, segno della barbarie e della maleducazione: Roma è la mia seconda casa da anni. I miei pensieri vanno agli agenti feriti e agli abitanti di Roma”. “Ora che ho visto le immagini e letto i messaggi – scrive Timmermans, in olandese e in inglese, sul proprio profilo Facebook – posso solo sostenere pienamente le parole del premier Matteo Renzi. Questo comportamento non ha posto nel calcio”. “È necessario – conclude Timmermans – assumere subito una linea dura, anche perchè lo sport non venga danneggiato e offuscato dalla violenza dei teppisti”.

Anche il dg del Feyenoord, Eric Gudde, sul sito Nos.nl, condanna il comportamento di alcuni sostenitori olandesi: “Sia chiaro: ciò che è accaduto a Roma è assolutamente riprovevole. Quando si va in una città si dovrebbe lasciare tutto come lo si è trovato. Come cittadino olandese e amante del calcio, ho lasciato l’Italia con un grande senso di vergogna per il comportamento riprovevole di un branco di senza cervello. Prendiamo le distanze, ma non è un problema che i club possono risolvere”. E siccome allo stadio tutto è filato liscio non si aspetta sanzioni. “La Uefa decide su ciò che si verifica nello stadio e come si è visto è stato lasciato immacolato. Penso che la Roma subirà una multa salata per lancio di fumogeni”.

Le reazioni. Piovono anche le reazioni del mondo politico. Matteo Salvini ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano, lo stesso Nichi Vendola di Sel che ha chiesto anche al questore di fare un passo indietro, il m5s ha portato il caso al Parlamento Europeo e il suo leader, Beppe Grillo, ha pubblicato sul blog le foto degli agenti feriti sotto il post: “Sono rimasto senza parole, adesso devono pagare i danni”.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha parlato di “tolleranza zero: non ho potere di legiferare ma vanno adottati gli stessi provvedimenti che vennero applicati in passato nei confronti

degli hooligans”. “Gli inqualificabili episodi rappresentano solo la conferma di una inaccettabile e reiterata tendenza legata agli atti di violenza compiuti dalle tifoserie straniere nel nostro Paese nelle partite di calcio. Ieri – ha aggiunto – abbiamo toccato l’apice, non è più tollerabile consentire a persone che vogliono sfruttare la vetrina calcistica per compiere azioni vandaliche di rendersi protagonisti di gesti del genere”.

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