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Ecco la Scuola di Renzi. Giannini: “Assunzioni solo per concorso pubblico”. Il premier contestato dai precari

“Assunzioni nella scuola solo per concorso pubblico. Via la babele di graduatorie che sembravano accontentare tutti, ma non accontentavano nessuno”, lo ha detto il ministro Stefania Giannini nel corso dell’evento del Pd per presentare “La scuola cambia, cambia l’Italia”, organizzato anche per festeggiare il primo anno del governo del premier Mattero Renzi, presente all’incontro. Un grande meeting che ha l’obiettivo di presentare ‘la scuola che verrà’ che dovrà essere sempre più puntare su uno stretto rapporto con il mondo del lavoro. Fra i protagonisti della giornata a Palazzo Esposizioni , anche il presidente onorario dell’Inter e storico capitano della squadra nerazzurra, Javier Zanetti, che ha regalato una maglia personalizzata al presidente del Consiglio. Mentre Marco Belinelli, campione dei San Antonio Spurs e della nazionale italiana di basket, ha inviato un video per ricordare l’importanza dello sport. Un evento mediatico dove, quando Renzi ha incominciato a parlare, si è visto contestato da un gruppo di insegnanti precari. “Lo so che gli addetti ai lavori non si fidano piu della politica. La frustrazione porta gli insegnanti a non crederci più, nello Stato – ha replicato Renzi – . E’ una partita difficile”. Ma la responsabilità “è far ripartire l’Italia dalla scuola”. E la prossima riforma “sarà quella della Rai”. “Senza la riforma della Rai, che non vuol dire cambiare palinsesto, non siamo nelle condizioni di fare alcun investimento educativo”, ha sottolineato il premier.
Questa mattina, c’è stata una ressa all’ingresso dello Spazio Esposizioni in via Palermo per partecipare all’incontro. All’esterno dell’edificio si è accalcata una folla di partecipanti, che, nonostante l’invito, non è riuscita a fare il loro ingresso nella sala. A salire sul palco per primo, il ministro Giannini che ha delineato i principali punti della ‘rivoluzione del governo’. Per essere più moderna e attuale, la scuola deve partire prima di tutto dai suoi insegnanti. Per troppo tempo, ha detto il ministro, ci siamo rassegnati “alla babele di graduatorie” e lo stesso è successo per la carriera degli insegnanti, che “da sogno impossibile sta per diventare realtà praticabile”.
“La prima candelina” del governo Renzi “l’ha spenta Poletti con il Jobs Act con il quale si è cercato di tornare alla normalità nel mercato del lavoro, togliendo il precariato e dando lavoro buono all’Italia. Anche nella scuola vogliamo tornare alla normalità con la fine del precariato scolastico”. “Col decreto ‘La buona scuola’ vogliamo portare la scuola dal ‘900 al terzo millennio – ha aggiunto Giannini – . A giorni un decreto legislativo darà corpo ad un lavoro intensissimo. Vogliamo dare un nuovo progetto educativo all’Italia per una scuola migliore”
Nel suo discorso, il ministro ha parlato anche di merito nell’insegnamento: “Fino a sei mesi fa la reazione di fronte a qualsiasi proposta di valorizzazione del merito per i docenti era un ‘No’. Ora abbiamo abbattuto un paradigma che sembrava inamovibile. A luglio le scuole presenteranno un rapporto di autovalutazione. E il fatto che l’anzianità non scomparirà del tutto nel decreto non significa che abbiamo rinunciato a misurare e premiare il merito”. L’obiettivo per il governo è “ridare dignità e un ruolo sociale agli insegnanti”. Su questo punto è intervenuto poco dopo anche Renzi. “Stiamo facendo passare l’idea che se a scuola c’è un problema con un alunno è comunque colpa dell’insegnante e mai dei ragazzi. Quando andavo a scuola io, se l’insegnante chiedeva di parlare con i miei genitori, loro mi alzavano da terra…”, ha detto il premier.
Fondamentale per il governo il collegamento con il mondo del lavoro. Sull’alternanza scuola lavoro “dobbiamo uscire dall’occasionalità per mettere in atto il più grande sforzo finanziario e di semplificazione mai fatto”, ha detto il ministro. Giannini ha quindi lanciato un messaggio agli imprenditori e agli studenti: “Ai primi – ha detto – ricordo che portare in azienda un giovane e non è un costo ma un investimento per l’azienda e quindi per il futuro del paese. Ai giovani – ha aggiunto – voglio dire che misurarsi con un lavoro durante il corso di studi e un’ esperienza di completamento delle vostre coerenze, un esperienza essenziale che arricchisce la vostra formazione”. Giannini ha quindi sottolineato che il progetto del governo prevede anche il potenziamento di alcuni insegnamenti, come Lettere e Matematica ma anche Arte, Musica, le Lingue straniere. E ancora attenzione sarà data alla scuola digitale e al ‘sostegno’. Su quest’ultimo punto ha commentato il caso del bambino autistico lasciato solo in aula a Valmontone, vicino Roma. “Le stanzette del silenzio degli innocenti nella Buona Scuola non ci saranno, non avranno spazio”.
Un lungo discorso che è stato interrotto da un insegnante presente in platea, ha gridato: “Ministro, abrogate la riforma Gelmini. No alle classi pollaio!”.
E’ l’eros che muove le cose. A scuola non ci si deve ‘spallare’, non ci si deve annoiare!”, ha detto l’ex ministro dell’Istruzione, presidente del comitato per l’insegnamento della musica, Luigi Berlinguer, prendendo la parola all’iniziativa. Un intervento, al termine del quale Berlinguer ha ricevuto l’abbraccio del presidente del Consiglio Renzi.

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