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Grecia, il piano slitta. Bild: 7,3 miliardi da fisco e anticorruzione?

Lotta all’evasione fiscale, patrimoniale per i ceti più ricchi, misure anti-corruzione e contro il contrabbando, pubblica amministrazione più efficiente: dopo l’accordo fra la Grecia e l’Eurogruppo, iniziano a trapelare le prime indiscrezioni sulle misure promesse dal premier Alexis Tsipras in cambio del rifinanziamento del debito ellenico. Piano che era atteso oggi a Bruxelles, ma che sarà probabilmente presentato domani mattina. O almeno così affermano fonti dell’Eurozona.

Le borse europee, comunque, sembrano convinte che l’intesa reggerà. I mercati hanno aggiornato i massimi dal 2007 in scia alla decisione della Grecia di estendere di quattro mesi il piano di salvataggio, in attesa che il governo di Atene presenti entro oggi le misure che dovranno garantire il rilancio dell’economia. L’indice Dj Stoxx 600 sale dello 0,7% con in testa Madrid (+1,03%), Parigi e Francoforte (+0,5%) mentre Londra ritraccia dello 0,2% dopo aver toccato un nuovo massimo intraday. Milano avanza dello 0,2% con Finmeccanica (+5,23%) e A2A (+5,53%).

Secondo il quotidiano tedesco Bild, però, Atene intende ricavare dal contrasto al contrabbando della benzina 1,5 miliardi di euro; dal contrasto al contrabbando delle sigarette, 800 milioni; 2,5 miliardi dovrebbero arrivare con una patrimoniale per i greci più ricchi; e 2,5 miliardi da introiti fiscali arretrati. Sempre per quanto concerne la fiscalità, il portavoce del governo greco ha precisato che il governo intende varare un provvedimento che consentirà ai contribuenti di pagare in 100 rate le tasse arretrate. Il portavoce, Gabriel Sakellarridis, parlando a Skai Tv, ha sottolineato che l’agevolazione aumenterà la liquidità nelle casse dello Stato dove la situazione “non è facile”. Sakellaridis ha infine assicurato che non sono previsti ulteriori tagli alle pensioni, mentre verrà gradualmente aumentato il salario minimo fino al 2016.

Intanto però si intravedono nuovi problemi all’interno del partito per Alexis Tsipras. Una riunione immediata del gruppo parlamentare e degli organi del partito è stata chiesta dall’economista e parlamentare di Syriza Costas Lapavitsas, che in un articolo sul suo blog esprime “profonda preoccupazione” per l’accordo del governo con l’Eurogruppo e le riforme che prevede. “E ‘difficile vedere come attraverso questo accordo sarà attuato il programma di Saloniccco” (le promesse elettorali di Tsipras, ndr), afferma nell’articolo. “Coloro che sono stati eletti nelle fila di Syriza sono impegnati ad andare avanti nella realizzazione del piano nazionale a prescindere dai negoziati sul debito, perché abbiamo bisogno di riavviare l’economia e dare sollievo alla società. È quindi necessario spiegare ora come questo programma sarà attuate e come il nuovo governo intende cambiare la tragica situazione che ha ereditato”, scrive Lapavitsas. “L’accordo con l’Eurogruppo non è stato completato, anche perché non si sa nemmeno quali riforme saranno proposte dal governo greco e quali saranno accettate. Ma coloro che sono stati eletti sulla base del programma di Syriza e che credono che le promesse di Salonicco siano il nostro impegno per il popolo greco, nutrono profonda preoccupazione”. Ieri forti critiche all’operato del governo erano giunte dall’eurodeputato ed eroe della resistenza contro i nazisti Manolis Glezos e dall’area di Syriza detta Tendenza Comunista. Tensioni nel partito che forse spiegano il rinvio.

Nella trattativa fra Atene e l’Ue è intervenuto anche il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble. “La lista di Atene deve essere coerente e plausibile”, ha detto il suo portavoce, Martin Jaeger, in conferenza stampa a Berlino. Il funzionario ha sottolineato che si tratta di una prima lista, perché quella definitiva sarà elaborata entro aprile. “Un piano B” sull’ipotetica uscita della Grecia dall’euro “non esiste”, ha comunque ribadito il commissario Ue per gli Affari Economici e Monetari, Pierre Moscovici, parlando ai microfoni di France 2. “Non solo non la studio, ma vieto anche che venga studiata”, ha aggiunto l’ex ministro francese, riferendosi alla possibilità che Atene lasci la moneta unica

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