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Parma, Manenti insiste: vado avanti con il piano di rientro

«Sarò domani all’incontro con il sindaco ma noi stiamo lavorando per proseguire. Libri in tribunale? Stiamo operando esattamente per il contrario e stiamo preparando il piano di rientro da presentare in Procura». Giampietro Manenti non lascia, anzi rilancia. Il presidente del Parma Fc non si fa intimorire dalla visita di oggi di sindaco e giocatori in Procura e conferma la volontà di andare avanti, ormai contro tutto e tutti. I gravi problemi di liquidità, la squadra che si prepara ad andare in trasferta con le auto private e i tifosi che protestano in piazza contro di lui non lo smuovono di un passo dalla sua posizione. «Oggi il sindaco ed i giocatori sono andati in Procura? Non ho idea del perchè di questo incontro – ha commentato ancora Manenti – Non mi hanno detto nulla ed è difficile capire cosa stia succedendo. Non c’erano i soldi per aprire lo stadio con l’Udinese? Lo dite voi che non ci fosse liquidità. Per quanto riguarda la partita di domenica noi avevamo scritto al Prefetto alle 17,30 di venerdì dicendo che si poteva giocare a porte aperte. Era da mercoledì che dicevamo che era tutto regolare». Dichiarazioni pesanti che smentiscono il comunicato con cui la Prefettura prima e la Figc dopo avevano fatto slittare l’incontro Parma-Udinese. Ma è un passo falso di Manenti. «Non è stato presentato da parte della società Parma Fc nè giovedì 19, durante la riunione presso la Questura del Gruppo Operativo Sicurezza, nè venerdì 20 al momento dell’adozione da parte del Prefetto del decreto di svolgimento dell’incontro in assenza di pubblico, nè successivamente», scrive la Prefettura di Parma. Un ultimo botta e risposta a cui, è certo, ne seguiranno tanti altri nei prossimi giorni. Perchè, ha spiegato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, se «Manenti non è in grado di andare avanti si deve fare da parte. Essendo una società privata, noi però non possiamo però fare altro che chiedere incontri». Intanto però si lavora per un piano B, per il fallimento pilotato che potrebbe salvare il titolo sportivo. «Dobbiamo capire quali strumenti possiamo utilizzare, le tempistiche e le problematiche particolari di una società di serie A – ha spiegato ancora Federico Pizzarotti – Visto che non ci sono precedenti di questo tipo abbiamo iniziato ad analizzare quali sono le possibili vie di uscita. Ringraziamo il Tribunale per averci ricevuto, ma bisogna seguire la situazione giorno per giorno». E soprattutto capire che cosa vuole davvero fare Manenti. Il numero uno crociato non ha più la fiducia di nessuno perchè «sta perdendo quella credibilità che la squadra gli aveva dato – ha sottolineato Alessandro Lucarelli – Siamo comunque disponibili a giocare ma vogliamo sentirci tutelati. Siamo disposti a pagare la trasferta noi pur di giocare a Marassi, se non ci sarà il pullman ci organizzeremo noi con cinque o sei macchine. Ci sembra di essere in un film, ne abbiamo viste davvero di tutti i colori». Un film dove sono riapparsi gli ufficiali giudiziari. I tecnici del tribunale questa mattina hanno completato le procedure di pignoramento che avevano portato nei giorni scorsi al sequestro di alcuni mezzi, compresa l’auto in dotazione allo staff medico. Questa volta sono state fermate attrezzature medicali di servizio alla palestra della prima squadra, il tutto per circa 500mila euro. In piena bufera la squadra ha iniziato comunque la preparazione in vista della sfida con la Sampdoria. In aiuto del Parma proprio Massimo Ferrero, presidente del club prossimo avversario di campionato. Dopo essersi detto disponibile a pagare la trasferta della Primavera crociata, sempre impegnata contro la Sampdoria, il numero uno blucerchiato ha lanciato un appello perchè tutta la serie A dia un aiuto economico al Parma. «Il calcio italiano non può restare indifferente davanti alla serietà, alla professionalità, alla maturità con la quale i calciatori del Parma stanno affrontando una situazione estremamente difficile», ha scritto in una lettera aperta Ferraro. Resta da capire se Giampietro Manenti accetterà o meno anche questa scialuppa di salvataggio.

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