| categoria: sanità

CARDARELLI/ Anziano morto in barella a Napoli, la Procura apre un’inchiesta

Non vi sono indagati al momento nell’ inchiesta aperta dalla Procura di Napoli sulla morte di un uomo di 68 anni, Francesco Di M. avvenuta all’ospedale «Cardarelli», dove era stato sistemato su una barella dopo un’operazione al femore. Nell’inchiesta – coordinata dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio – si ipotizza il reato di omicidio colposo. Venerdì saranno conferiti gli incarichi a perito e consulenti ed è probabile che lo stesso giorno siano emessi degli avvisi di garanzia. Intanto la polizia ha sequestrato per ordine della magistratura la cartella clinica del ricoverato. Francesco Di M., residente nel quartiere Vomero – secondo la direzione sanitaria del «Cardarelli», che ha svolto una propria informativa – era giunto in ospedale il 16 febbraio ed era stato operato al femore il 18. «Verso le 5 del 20 febbraio – ha detto all’ANSA il direttore sanitario di presidio, Franco Paradiso – si sono manifestate complicazioni cardio-vascolari ed il paziente è stato trasferito dal reparto ortopedia alla chirurgia d’urgenza e trattato da un rianimatore, ma è deceduto alle 9». Per la direzione sanitaria del «Cardarelli» Francesco Di M. sarebbe rimasto adagiato sulla barella «non più di 3 ore» e non vi sarebbero state «violazioni di protocolli o irregolarità nei comportamenti dei medici». La morte del 68enne al «Cardarelli» segue di pochi giorni quella del 35enne Ernesto Biancolino, al quale era stata diagnosticata una bronchite, morto il 5 febbraio al «San Giovanni Bosco» dopo essere rimasto una notte su una barella accanto ad una finestra rotta secondo quanto denunciato dai familiari, circostanza quest’ultima smentita dalla direzione dell’ospedale. Un’altra inchiesta è stata aperta per questa vicenda in seguito alla denuncia presentata dai familiari del giovane. Per fronteggiare l’emergenza barelle, praticamente permanente negli ospedali napoletani, la direzione del «Cardarelli» ha avviato il trasferimento di pazienti al Policlinico della Federico II e negli ospedali «Monaldi», «Cotugno» e «Cto». Il sovraffollamento – per la Direzione del più grande ospedale del Sud – è la conseguenza dell’epidemia di influenza, particolarmente violenta quest’anno. Sull’ennesimo episodio di morte di un paziente in barella si innesca anche la polemica politica pre-elettorale. Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del Movimento 5 Stelle attacca il governo Renzi per i tagli alla sanità, il ministro Lorenzin ed il presidente della giunta regionale, Stefano Caldoro «che non ha mai difeso la sua gente». La replica arriva dal capogruppo regionale di Forza Italia, Gennaro Nocera: «Come da tradizione grillina Di Maio preferisce strillare piuttosto che lavorare. Invece che spararle così’ grosse farebbe meglio a sostenere la battaglia di Caldoro contro i tagli e le sperequazioni nel riparto del Fondo sanitario nazionale»

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