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ROMA/ Nuovo sgombero a S.Ambrogio per il centro culturale Rialto occupato

Sgombero con sequestro in corso del Rialto Sant’Ambrogio, centro di produzione culturale indipendente, a due passi del Teatro Marcello, in uno stabile occupato in via di Sant’Ambrogio 4. «Ci risiamo…il commissariato trevi Campo Marzio sta sequestrando di nuovo il Rialto… Come un copione già scritto – si legge nella pagina Facebook dell’associazione – a un anno esatto da quel 19 febbraio 2014 in cui ci riconsegnarono il bene, dopo 5 anni di processi che accertarono la legalità totale dell’Associazione Culturale Rialto Roma e Circolo Arci Roma al Sant’Ambrogio, oggi siamo di nuovo sotto sequestro preventivo». «In data 28 Gennaio il Dipartimento Patrimonio, Sviluppo e Valorizzazione di Roma Capitale ha inviato a tutte le realtà che hanno sede al Rialto Santambrogio una lettera di recupero coatto dell’immobile, concedendo 30 giorni per ‘abbandonarè la struttura. Una vera e propria intimidazione atta allo sgombero di uno spazio legalmente assegnato e per ciò tutelato nella sua attuale destinazione d’uso a scopi sociali e culturali – si legge sul sito web del Rialto Sant’Ambrogio – La motivazione addotta dal Dipartimento Patrimonio fa riferimento ad una non chiara riunificazione degli spazi con la contigua Sovrintendenza. Ciò assume i contorni di una mistificazione della realtà, se si legge alla luce della delibera attualmente in discussione in assemblea capitolina, con cui la stessa Amministrazione mette in vendita un cospicuo numero di immobili tra cui anche il complesso monumentale del Sant’Ambrogio della Massima. Intendiamo denunciare con forza come questo atto si pone l’obiettivo di cancellare un luogo pubblico, non statale, centro di sperimentazione culturale e sociale e per tanto svincolato dal mero fattore economico. Ci spiace anche dover rilevare come questa vicenda non sia isolata, ma si inserisca in una serie di analoghi provvedimenti che stanno colpendo altri spazi sociali della capitale. Ci teniamo anche a sottolineare come negli anni centinaia tra artisti, performer, compagnie teatrali, organizzazioni culturali, musicisti e scrittori hanno potuto cimentarsi e crescere grazie a un posto come il Rialtoccupato e il Circolo Gianni Bosio. Così come è importante segnalare che l’immobile di Via Sant’Ambrogio n.4 è ancora oggi sede dell’Associazione Acqua Bene Comune Onlus struttura organizzativa del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che tra il 2010 e il 2011, insieme ad un’ampia coalizione sociale, ha promosso i referendum per l’acqua pubblica svolti il 12 e 13 giugno 2011. Gli spazi occupati da codesta realtà sono stati sede legale del Comitato Promotore per il Sì ai Referendum per l’Acqua Pubblica, un’esperienza di straordinaria partecipazione democratica che ha portato a far esprimere 27 milioni di cittadini a favore di una gestione pubblica dell’acqua e dei servizi pubblici locali. Ora è evidente che questi sono valori sociali e democratici andrebbero non solo tutelati ma incentivati da chi ha l’onere di gestire la cosa pubblica, come si chiede da tempo alla politica capitolina. Lo stabile del Sant’Ambriogio della Massima ospita dal 2000, tramite legittima Ordinanza del Sindaco n.29 e n.30, l’Associazione Culturale Rialtoccupato e numerose altre associazioni che nel tempo hanno utilizzato e ne utilizzano gli spazi. Una storia particolarmente complessa: una chiusura tramite sequestro preventivo operato nel marzo 2009 e durata 5 anni, a cui sono seguiti tre processi penali con nove capi di imputazioni e altrettante assoluzioni culminate col dissequestro ordinato dal Tribunale di Roma il 19 Febbraio 2014; l’inefficienza della Amministrazione capitolina incapace fino adesso di attuare una delibera vigente del 2004 che prevede il trasferimento delle associazioni tutte presso l’ex autoparco dei Vigili Urbani di Viale delle Mura Portuensi, comportando oggi una situazione che va chiarita e non demandata a tecnicismi amministrativi o ad altri organi repressivi dello stato. Per queste ragioni non intendiamo rassegnarci al diktat dell’amministrazione e abbiamo richiesto un incontro urgente con il Sindaco Marino e l’Assessore al Patrimonio Cattoi al fine di individuare una soluzione positiva a tale questione e dare attuazione all’iniziativa intrapresa 10 anni fa per la valorizzazione di questa esperienza di socialità. Annunciamo sin da subito che qualora non ci fossero riscontri in tempi brevi siamo pronti a mobilitarci e a mettere in campo una campagna di sensibilizzazione e informazione».

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