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YARA/ Bossetti, non ho ucciso, poteva essere nostra figlia

«Marita ascoltami…non ho mai causato niente in vita mia…mai! Non ho mai ucciso nemmeno un animale… mai… poteva esser nostra figlia.. se io vedo qualcuno che mette le mani…». Sono le parole di Massimo Bossetti che, in un colloquio in carcere dello scorso 3 luglio, ribadisce alla moglie Marita Comi la propria innocenza. L’intercettazione è una di quelle agli atti dell’inchiesta che il pm di Bergamo Letizia Ruggeri ha chiuso lo scorso 26 febbraio in vista della richiesta di rinvio a giudizio di Bossetti, accusato di omicidio con le aggravanti della crudeltà e sevizie. Richiesta che dovrebbe arrivare attorno alla metà di marzo e sulla quale il gup, per una questione di scadenza dei termini di custodia cautelare, dovrebbe pronunciarsi entro il 16 giugno. Prima di ripetere di non aver «mai ucciso», Bossetti, come è riportato nell’atto di indagine ora depositato alla difesa, ricorda alla moglie di quando erano andati assieme a vedere il campo dove il 26 febbraio di quattro anni fa, venne trovato il cadavere di Yara e le difficoltà nel raggiungerlo: «Ti ricordi quella volta quando ti ho portato là? A Chignolo? Non sapevo neanche dov’era la strada…». Un passaggio, questo, ritenuto «molto significativo» perchè per inquirenti e investigatori, Bossetti «sembra mettere in evidenza quanto fosse stato difficoltoso per lui raggiungere il posto, quasi a giustificarne la non pregressa conoscenza». Durante il colloquio, inoltre, la moglie chiede conto al marito delle bugie raccontate sulle sue malattie. «Perchè dicevi che andavi via a fare il tumore…avevi un tumore? Cosa cazzo hai detto? (…) Dovevi dire che c’avevi un tumore Massi? Che cazzate però Massi!». Domande alle quali lui risponde ricordandole le sue «arrabbiature» per la mancanza di soldi. Cosa che lo avrebbe costretto a lasciare il cantiere per trovare lavori extra: «continuavi a dire …(…) ‘dovresti tirare su dei lavori che guadagniamo di piu», non è vero?«. Tale giustificazione secondo pm e carabinieri contrasterebbe con gli esiti degli accertamenti sui conti bancari della famiglia Bossetti, sui quali, al 30 novembre 2010, erano depositati »32.486,29« euro.

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