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Alessandria, l’industriale chimico Ghisolfi si spara nella propria auto

Si è suicidato Guido Ghisolfi, vicepresidente della multinazionale Mossi & Ghisolfi, seconda azienda italiana nella chimica, con sede a Tortona e stabilimenti all’estero, Stati Uniti compresi. L’imprenditore è stato trovato morto stasera nella sua auto a Carbonara Scrivia, in provincia di Alessandria. Aveva 58 anni. A provocare il decesso un colpo di fucile sparato a distanza ravvicinata con un’arma regolarmente denunciata. Non ci sarebbero dubbi che si tratti di suicidio. Sull’accaduto indagano i carabinieri di Tortona che stanno cercando di capire se alla base del gesto vi siano problemi di depressione. Il corpo di Ghisolfi è stato trovato, alle cinque del pomeriggio, a bordo di una Lexus in una strada collinare alla periferia di Carbonara Scrivia. A dare l’allarme, poche ore prima, erano stati i familiari che lo attendevano a casa per il pranzo. L’imprenditore non avrebbe lasciato alcun biglietto.

Figlio di Vittorio, il «re» dei polimeri che nel 1953 aveva fondato il gruppo assieme al suocero Domenico Mossi, Guido Ghisolfi aveva puntato sulle energie alternative. Nell’autunno del 2013 aveva inaugurato il nuovo stabilimento “verde” del gruppo a Crescentino, in provincia di Vercelli: un modernissimo polo di produzione del bioetanolo di seconda generazione che era stato visitato, il 6 dicembre di quell’anno, anche da Matteo Renzi, non ancora premier, durante la campagna per le primarie del Pd: schivo di natura, nelle sue rare dichiarazioni ai media Ghisolfi, iscritto al Partito democratico, aveva spiegato di essere rimasto colpito da Renzi per il suo «approccio moderno e agnostico» e perché «è stato uno dei pochi politici che mi ha chiesto “Cosa fai?” invece che spiegarmi cosa pensava lui. È stato lui a telefonarmi e a chiedermi la mia opinione». Cordoglio dal presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, che a Ghisolfi era molto legato: “Ho appena appreso la notizia della tragica scomparsa di Guido Ghisolfi: ho perso prima di tutto un amico, l’Italia e il Piemonte perdono un grande imprenditore, un grande innovatore, un uomo di grandissima passione civile”.

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Mossi & Ghisolfi è un gruppo internazionale che fattura 3 miliardi di euro: tra le sue produzioni il Pet, polietilene per imballaggi, e soprattutto il brevetto della tecnologia Proesa per il bioetanolo di seconda generazione: un tipo di produzione che abbatte il consumo di terreni coltivabili (sfrutta i residui della lavorazione dello zucchero e non la canna da zucchero) e che è stato esportato anche in Brasile, primo consumatore di questo tipo di carburante.

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