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Iran, Obama: Teheran fermi programma nucleare per dieci anni

“Se l’Iran manifesterà la volontà di fermare il suo programa nucleare per un numero di anni in doppia cifra, e ci sarà la possibilità di verificarlo, non ci sarà ulteriore passo necessario che ci dia una maggiore garanzia che non possiedono armi nucleari”. Così si è espresso, in un’intervista concessa all’agenzia Reuters, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sul delicatissimo negoziato in corso con l’Iran. Le sue parole arrivano alla vigilia dell’intervento di fronte al Congresso americano del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che dedicherà alla questione buona parte del suo discorso. Proprio l’atteggiamento nei confronti di Teheran, non solo rispetto al suo programma nucleare, è stato negli ultimi mesi ragione di forti tensioni tra Washington e Tel Aviv. Nell’intervista Obama ribadisce che il rapporto con Israele è solido ma che “c’è un sostanziale disaccordo” sulla gestione del negoziato, che dovrebbe chiudersi alla fine di giugno. Le incognite principali, ha spiegato il capo di Stato, stanno nella reale disponibilità da parte delle autorità iraniane di consentire adeguate ispezioni da parte di rappresentanti della comunità internazionale e di limitare i livelli di arricchimento dell’uranio. Portare Teheran ad accettare queste condizioni, secondo Obama, si rivelerebbe una maniera molto più efficace di controllare il programma nucleare iraniano di quanto non lo possa essere “qualsiasi operazione militare che possa essere intrapresa da noi o Israele e rispetto alle sanzioni”.

“Sono meno preoccuato delle parole del primo ministro Netanyahu di quanto non lo sia della possibilità che il Congresso compia dei passi in grado di minare i negoziati prima che siano completati” ha sottolineato poi, riferendosi alla proposta avanzata dai repubblicani di introdurre nuove sanzioni economiche nei confronti dell’Iran.

La preoccupazione per l’esito delle trattative, ha quindi aggiunto, rimane alta, e le possibilità che non si giunga ad un’intesa sono molte, ma “è più probabile che si raggiunga un accordo oggi di quanto non lo fosse quattro o cinque mesi fa”.

Obama, sollecitato su alcune delle principali questioni aperte nello scenario internazionale, ha commentato la morte del’oppositore russo Boris Nemtsov con parle pesanti: “Al momento non è chiaro cosa sia accaduto. Quelo che so, in generale, è che la libertà di stampa, la libertà di riunione, la libertà d’informazione, i diritti civili di base e le libertà civili in Russia sono in una condizione molto peggiore adesso rispetto a quattro, cinque anni fa”.

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