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Renzi: non cambio la legge Severino. E scoppia il caso De Luca

Dopo la vittoria di De Luca, Matteo Renzi mette i confini alle prossime regionali della Campania. “Certo che la decadenza in caso di elezione è un problema”, spiega ai collaboratori. Ma un problema che a questo punto non può diventare più grande dei 160 mila elettori delle primarie. “C’è stata una competizione molto partecipata, senza irregolarità. Nessuno si sogna di ribaltare quel risultato”. Toccherà quindi al candidato del Pd riconosciuto da tutti gestire una situazione imbarazzante in campagna elettorale. A patto che non tiri in ballo condoni o colpi di spugna legati alla legge Severino, ossia alla norma che prevede l’incompatibilità tra amministratore pubblico e la condanna per una serie di reati e che è scattata proprio nel caso di De Luca accomunandolo al destino di Silvio Berlusconi. “La Severino non si tocca. Non mi interessa da dove arrivano le polemiche contro quella norma – è il ragionamento che fanno a palazzo Chigi – Non esiste alcuna possibilità di un intervento legislativo per modificarla”.

Si parte da qui per la corsa alle regionali del 10 maggio. Da due telefonate che Renzi ha fatto ieri sera per complimentarsi con De Luca e con Luca Ceriscioli, il vincitore nelle Marche. È stato questo il segnale che Palazzo Chigi certifica il risultato dei gazebo e che la campagna verso il voto può cominciare. Naturalmente, il Pd si aspetta un percorso a ostacoli per il sindaco di Salerno. Lo sfidante Stefano Caldoro userà l’arma della decadenza nelle settimane che separano dalle urne. Però l’affluenza super delle primarie serve a giustificare e a garantire la scelta campana. Una scelta che Largo del Nazareno ha provato davvero fino all’ultimo a evitare.

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