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Le pagelle della sanità, la Toscana supera l’Emilia, precipita la Lombardia

IN RIGA dalla prima all’ultima. Nel sistema sanitario nazionale si presta sempre grande attenzione a non fare classifiche delle regioni, perché è difficile paragonare i servizi di assistenza di realtà locali con storia, organizzazione, bilanci e situazioni sociali diverse. In questo caso però non si scappa: la cosiddetta “griglia lea” assegna punteggi che permettono di chiarire chi lavora meglio e chi peggio in sanità. Chi cresce e chi cala da un anno all’altro. Questo è lo schema: sono stati scelti 31 livelli essenziali di assistenza (lea, appunto), cioè le prestazioni che tutte le regioni devono dare ai loro cittadini, e si è accertato il modo in cui vengono erogati.

In queste settimane si sta calcolando come si sono comportate le regioni nel 2013. I dati saranno ufficializzati ad aprile. Il punteggio più alto, quello che si prenderebbe ottenendo il massimo in tutti gli indicatori, è 225. La Toscana con un exploit significativo si è fermata a 214 e in un anno ha scavalcato l’Emilia (204), diventando la prima in classifica. Un risultato molto importante, tanto più in un periodo pre elettorale come questo. Così i vertici della regione lo hanno diffuso già da tempo. Adesso però si conosce la lista completa, con tutti gli altri tranne Bolzano, Trento, Friuli, Val d’Aosta e Sardegna, che sono a statuto speciale. Guardando sotto la Toscana si trovano alcune sorprese. La prima riguarda la Lombardia. Almeno secondo gli indicatori in questione, non è più tra le realtà leader della sanità italiana. Colpisce anche la crescita del Piemonte.

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