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SICUREZZA/ Alfano apre il fronte della lotta a writers e accattoni

Lotta dura al degrado urbano. Perché la sicurezza dei cittadini è una «priorità». Al bando, dunque, i muri imbrattati da writers, i parcheggiatori abusivi («spesso collegati a reti criminali»), la contraffazione delle merci e il «racket dell’accattonaggio e della carità». Viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e il presidente dell’Anci, Piero Fassino: per avere città più sicure, sottolinea il titolare del Viminale, servono «più poteri alle forze di polizia e alla magistratura, con norme più severe per il decoro urbano e contro il degrado, e più poteri ai sindaci, attraverso l’ordinanza, per intervenire sul territorio». La sicurezza urbana «è una priorità», incalza Fassino, ed è importante «concordare una strategia comune tra Stato e poteri locali». Anci e ministero dell’Interno sono al lavoro «da mesi» per la stesura di un disegno di legge che preveda, precisa Alfano, anche «nuove fattispecie di reato» e «che, una volta pronto – spero a breve – proporrò venga sostenuto dal Consiglio dei ministri e poi dal Parlamento». Oggi il ministro ha incontrato al Viminale Fassino e una delegazione di sindaci dell’Anci, tra cui quelli di Roma Capitale, Ignazio Marino, di Palermo, Leoluca Orlando, di Napoli, Luigi De Magistris, di Catania, Enzo Bianco, e Roberto Pella, vicepresidente dell’Anci ed espressione dei piccoli comuni. Tra i temi emersi, la lotta a «graffitari-writers, parcheggiatori abusivi, contraffazione e racket dell’accattonaggio e della carità». Si parte dunque da un aumento dei poteri ai sindaci, ha spiegato Alfano al termine dell’incontro, «con una rivalutazione dei poteri di ordinanza. Negli anni passati era stato concesso un potere di ordinanza ai sindaci» per dare loro maggior libertà di azione, ma «poi era intervenuta la Corte Costituzionale e aveva potato i loro poteri. Oggi torniamo sull’argomento». Una proposta che piace all’ex titolare del Viminale, oggi presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni («È la strada giusta», commenta su Facebook), ma che «preoccupa» invece il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca). Soprattutto per «il legame stabilito dal ministro tra legalità e decoro urbano, da una parte, e accattonaggio, dall’altra»: «vanno benissimo le misure di repressione dell’accattonaggio forzato», ma «chiedere la carità non solo non è reato ma non è nemmeno un comportamento da stigmatizzare». I parlamentari di Forza Italia Maurizio Gasparri e Elio Vito, da parte loro, auspicano che il ddl «sia finalmente l’occasione per inserire nel comparto sicurezza-difesa le polizie locali. Non si può chiedere a questa importante componente del territorio un maggiore impegno ai fini della sicurezza pubblica, lasciando un trattamento simile a quello degli altri dipendenti degli enti locali». Durante la riunione, ha poi aggiunto Alfano, «abbiamo valutato opportuno un maggiore raccordo sul territorio, operato anche dai comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica – in cui sarà coinvolto il sindaco della città-, e di considerare i regolamenti di polizia urbana quali strumenti che concorrono alla promozione della sicurezza». «Ci sentiamo impegnati a sviluppare il confronto sul ruolo della polizia locale e sulle più utili forme di cooperazione con le forze della Polizia di Stato», ha osservato il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico. Nessun Daspo, invece, al momento, contro il fenomeno dell’accattonaggio e della prostituzione, ha detto Alfano, ma in generale «ho in mente un altro provvedimento che contenga all’interno misure per un più forte controllo del territorio, che vadano anche a favorire la certezza della pena».

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