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Movimenti anomali su Rai Way, il Pm di Roma apre un fascicolo

La procura di Roma accende un faro su Rai Way. La magistratura capitolina ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato nè indagati dopo un esposto dell’Adusbef che ipotizza una «manipolazione dei mercati e insider trading» sui titoli di Rai Way e su quelli di Ei Towers e Mediaset, in relazione all’opas lanciata sulla controllata della Rai. L’esposto, firmato dal presidente Elio Lannutti, denuncia alcune anomalie, in particolare sull’andamento del titolo Rai Way prima dell’opas. L’attenzione della procura viene richiamata sui volumi della seduta del 14 gennaio, quando sul mercato sono state scambiate (senza provocare alcuna variazione di prezzo) quasi 1,6 milioni di azioni, un quantitativo di gran lunga superiore alla media del periodo. Qualche giorno dopo, il 22 gennaio, il titolo s’infiamma balzando da 3,21 a 3,50 euro (+9%) tra volumi ancora una volta sospetti (1,3 milioni di pezzi). Da allora, afferma l’esposto, «si è assistito ad una progressiva escalation e gli scambi sono ulteriormente aumentati». Alla vigilia dell’annuncio dell’opas il titolo era salito a 3,70 euro, il 16,3% in più rispetto alla seduta del 14 gennaio. Rialzo che diventava del 27% dopo che il mercato è stato portato a conoscenza dell’opas di Ei Towers. «Il sospetto è che qualcuno che ha lavorato all’Opa, resa nota il 25 febbraio, abbia fornito informazioni riservate riguardanti i mercati finanziari già dal 14 gennaio». Sulla vicenda è già al lavoro la Consob che sta analizzando i movimenti del titolo Rai Way per verificare che non siano stati commessi abusi di mercato. Gli accertamenti sull’operatività degli intermediari erano stati avviati il 25 febbraio, in concomitanza con l’annuncio dell’opas, e i risultati dell’analisi, tutt’ora in corso, potrebbero ora essere acquisiti dalla Procura. L’indagine rende ancora più scottante un’operazione che, oltre a preoccupare l’Antitrust, ha già messo in subbuglio il mondo della politica, che vede come fumo negli occhi il passaggio di Rai Way sotto il controllo di Mediaset. Su Twitter il segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi (Pd), chiede «chiarezza su pasticcio opas». Ieri Ei Towers ha confermato di proseguire nell’offerta mantenendo ferme anche le condizioni irrealizzabili del conseguimento di almeno il 66,7% del capitale e del via libera incondizionato dell’Antitrust. Ma ha anche aperto uno spiraglio, ipotizzando una rimodulazione dell’opas a patto di «mantenere inalterata la valenza industriale e i ritorni finanziari del progetto». Formula vaga, che potrebbe tradursi in qualcosa di concreto nel caso in cui Rai Way e Rai, in sede di valutazione della proposta, offrissero qualche spiraglio di trattativa. In considerazione del «no» della Rai e del governo alla cessione del 51% di Rai Way in mano a Viale Mazzini, l’ipotesi su cui ragiona il mercato e su cui si registrano aperture dalla politica, è quella della creazione di un polo unico, partecipato in modo paritario da Mediaset e Rai e destinato, in prospettiva, a diventare indipendente, con l’uscita dei due broadcaster e l’ingresso di fondi (o magari della Cdp), in linea con quello che avviene nei principali Paesi europei. Sulla creazione di un polo delle torri continua a scommettere la Borsa, confidando che la razionalità industriale del progetto faccia breccia nel mondo politico. Così a Piazza Affari Ei Towers è balzata del 3,2%, ritoccando i massimi da fine 2007, e nuovi record sono stati segnati anche da Rai Way (+0,59%

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