| categoria: editoriale

Qualcuno ha spento Maurizio Crozza

Sembra un argomento bizzarro. Forse non lo è. Chi ha spento Maurizio Crozza, il comico genovese che per certi versi, nell’autunno scorso, si era rivelato come la più potente, forse l’unica voce critica e libera sul quadrante del dibattito politico? Crozza era dirompente, acuto, terribilmente efficace con i suoi personaggi, con i suoi messaggi dissacranti. La satira politica coinvolge, unisce, indirizza, toglie il velo dell’ipocrisia che impedisce di vedere le cose come stanno. Se un partito, un giornale, un movimento critica e denuncia le storture e le miserie di un sistema è ragionevole pensare che tiri acqua al suo mulino. Se lo fa un comico la percezione dell’attacco è diversa. I personaggi di Crozza erano e sono terribilimente efficaci da questo punto di vista, i messaggi, i segnali, chiari e trasparenti. Quello che gli altri pensano o non dicono, quello che gli altri non riescono a leggere ed interpretare. Non si tratta solo di mettere alla berlina i tic, gli aspetti buffi e caricaturali dei personaggi, ma di porre dei dubbi, degli interrogativi, di suggerire un approccio diverso. Crozza è riuscito – in un enorme processo di crescita professionale – a ritagliarsi un ruolo importante, quasi filosofico. La sua impostazione ricorda la maieutica socratico-platonica. Conosci te stesso, arriva a capire attraverso interrogativi e ragionamenti progressivi la sostanza intima delle cose. Un processo di conoscenza progressiva, di interiorizzazione, di approfondimento. Crozza fa sorridere, ridere a crepapelle, ma fa anche riflettere, aiuta a rimettere a posto i tasselli di un puzzle, ad avere una visione di insieme.Fa crescere, insomma. Al punto che i personaggi che lui rappresenta sembrano più veri di quelli reali, e che quando vanno in scena sulla ribalta politica sembrano invece delle caricature. Un piccolo miracolo. Ma la vena si è parzialmente esaurita, certi spazi di libertà si sono chiusi? Qualcuno ha messo la sordina a Crozza? Sia nel programma Di martedì, che sul suo programma del venerdì sera certi personaggi si sono ridimensionati, sono quasi scomparsi, la tensione è scesa, il tono è diverso. Crozza è stanco, ha voluto rinnovarsi e non ha ancora trovato la dimensione giusta, si è “seduto” pago del successo? O qualcuno lo ha spento?

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