| categoria: politica

Il Cav studia una exit strategy per le riforme e aspetta l’esito della Cassazione

Silvio Berlusconi, molto preoccupato per l’approssimarsi del verdetto della cassazione sul processo Ruby, conferma ufficialmente il «no» del suo partito alle riforme, alla Camera, per accentuare l’identità elettorale di FI e per dare un avvertimento concreto a Matteo Renzi in vista della discussione sull’Italicum. Ma già lavora al passaggio successivo del Senato mandando avanti i pontieri di Verdini per sondare la possibilità di una ricucitura, su nuove fondamenta, del Nazareno. Le basi di questa nuova exit strategy del Cav si possono intravedere nell’atteggiamento dei fedelissimi di Verdini, che poterebbero decidere già per domani a Montecitorio sull’astensione. Astensione che, oggi, il capogruppo Renato Brunetta ha cercato di contenere chiedendo «unità e compattezza anche per dare forza a Silvio Berlusconi» ma non riuscendo a cancellare le perplessità di chi, da Gregorio Fontana a Daniela Santanchè, nel corso della riunione dei deputati, ha chiesto di evitare il voto contrario. Alla riunione erano presenti circa una trentina di parlamentari (su 69) e, se da un lato si registrava la partecipazione dei rappresentanti di tutte le correnti interne, dall’altro balzava all’occhio l’assenza di diversi parlamentari – da Abrignani a D’Alessandro fino a Parisi – vicini ad uno dei ‘kingmaker’ del Patto del Nazareno, Denis Verdini. Il rovescio della medaglia, però, è di presentare FI ancora una volta frammentata, peraltro nel «giorno del giudizio» del suo leader, che domani potrebbe vedere la luce del proscioglimento sul caso Ruby 1 o l’incubo di un nuovo processo. Cosa che mette in allarme non poco Berlusconi. La Cassazione, infatti, domani dovrebbe pronunciarsi sul filone principale del processo Ruby ed è a questo verdetto che l’ex Cavaliere, in queste ore, guarda con un mix di preoccupazione e amara ironia: «Sono sereno, sono abituato a queste situazioni», è il refrain che rimbalza nei corridoi di Arcore. E, proprio in vista della sentenza, Berlusconi ha scelto di restare ad Arcore almeno fino a giovedì, quando verrà a Roma per un incontro con il capogruppo del Ppe a Strasburgo Joseph Daul e prima di – in caso di assoluzione – tornare ad utilizzare la ritrovata libertà. Una libertà che, all’ex premier, tornerebbe utilissima in chiave Regionali dove, nonostante i ripetuti tentativi dei ‘pontierì azzurri, il centrodestra sembra ormai condannato alle geometrie variabile. E se in Veneto l’asse FI-Lega è ormai consolidato sul nome di Luca Zaia un ‘casò ligure, nelle prossime ore, potrebbe tornare ad allentare l’alleanza del Nord. Matteo Salvini sabato, ha infatti lanciato la campagna del ‘suò candidato in Liguria, Edoardo Rixi, incurante delle richieste dell’ex premier. E, in FI, ancora oggi circolava un palese malcontento. «Non è il nostro candidato», era il ritornello che rimbalzava in Transatlantico.

Ti potrebbero interessare anche:

Governo, solo un miracolo può evitare nuove elezioni
Via 150 euro agli insegnanti ? E' scontro tra Carrozza e Saccomanni
Grillo, espulsi i contestatori del Circo Massimo
Tosi tiene la Lega in bilico, ancora poche ore per ricucire
Unioni civili in Aula, il governo ha chiesto la fiducia. Renzi: "Giovedì l'ok"
DI MAIO IN TRENO A IVREA,«LOW PROFILE» E QUALCHE SELFIE



wordpress stat