| categoria: sanità

LOMBARDIA/ Nell’OPG di Castiglione 260 detenuti, impossibile chiudere nei tempi. I soldi per i Rems non sono arrivati

Cosa succederà in Lombardia l’1 aprile, quando l’ultima proroga concessa per la chiusura degli Opg (31 marzo) sarà scaduta? «Nulla. Siamo tutti consapevoli che dall’1 aprile sarebbe impossibile chiudere una struttura», l’Opg di Castiglione delle Stiviere nel Mantovano, «che ospita ad oggi 260 persone. I fondi statali» per le Rems (residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria), che dovranno sostituire la vecchia formula degli ospedali psichiatrici giudiziari, «non sono ancora arrivati e ci attendiamo che si dia corso alle assunzioni di responsabilità da parte del Governo», da cui Palazzo Lombardia aspetta 32 milioni di euro. A fare il punto è il vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia Mario Mantovani, oggi a Milano al termine dell’audizione a porte chiuse che si è svolta in Prefettura davanti alla Commissione Sanità del Senato, dopo la visita alla struttura mantovana da parte della delegazione composta dalla presidente Emilia Grazia De Biasi e dai senatori Sante Zuffada, Nerina Dirindin e Paola Taverna. Prima di tutto i numeri: «Oggi nell’Opg ci sono 260 persone. Quando l’ho visitato io l’anno scorso erano più di 300. Nel 2014 si è proceduto con 110 dimissioni, ma purtroppo ci sono anche le ammissioni – spiega Mantovani – Mediamente si verificano 9 dimissioni al mese e 5 nuovi ingressi». Non solo. «Delle 260 persone oggi presenti a Castiglione, 100 non sono in carico alla Regione Lombardia: 43 sono del Piemonte e delle altre 60 persone 50 sono donne, perché qui è la sede di tutto il reparto femminile a livello nazionale. Ho chiesto alla Commissione Sanità del Senato di farsi interprete di questi nostri evidenti ritardi, perché se ciascuna Regione non si fa carico dei propri pazienti, è chiaro che ci sono difficoltà. Per esempio oggi erano presenti rappresentanti del Piemonte. Da questa Regione ci dicono che non hanno i fondi e non sono in grado al momento di fare le due Rems necessarie per 40 persone». La Lombardia, assicura Mantovani, «è pronta. Ed è pronta anche per una fase transitoria: dall’1 aprile vorremmo strutturare tutte le 8 Rems» pianificate «all’interno di Castiglione delle Stiviere, in attesa che arrivino i fondi e si possano realizzare quelle definitive», di cui due sono previste a Limbiate, dove si preventiva una spesa di 5 mln di euro. «Noi prevediamo 8 Rems a diversa intensità, a seconda del livello di ‘pericolosità’, in modo tale da consentire un graduale passaggio in base anche alla situazione psicologica e psichica delle persone. È la magistratura che fa le valutazioni del caso». Sul fronte Rems, continua Mantovani, «abbiamo 5 proposte in campo per l’obiettivo definitivo che prevede l’assunzione di 180 persone tra psichiatri, psicologi, infermieri, animatori, personale di servizio Oss per la gestione delle 8 Rems. Di queste, 96 persone lavoreranno per l’inserimento territoriale, per accogliere i dimessi. Noi dunque siamo pronti con il progetto lombardo, se le altre Regioni prendono in carico i loro pazienti». Il punto è anche capire se succederà, visto il diverso stato di avanzamento dei progetti nella varie realtà regionali. «Io mi auguro – sottolinea Mantovani – che il Governo lavori in questa direzione». Intanto, continua, «se ci mandano i fondi iniziamo a realizzare le strutture e gradualmente facciamo i trasferimenti. Noi intendiamo muoverci con il piano transitorio delle 8 Rems a Castiglione e lavoreremo per questo. Naturalmente favoriremo le dimissioni, compatibilmente con le possibilità. Quanto al problema delle 50 donne» dell’Opg mantovano, «se le Regioni di provenienza non le prendono in carico studieremo soluzioni alternative, non possiamo fare altrimenti. Siamo pronti a collaborare, visto che ci riconoscono competenza e professionalità». C’è poi la questione dei piani individualizzati per ciascun paziente. «Noi come Regione Lombardia ci siamo mossi – assicura Mantovani – e abbiamo chiesto entro il 27 febbraio a tutti i Dsm (Dipartimenti di salute mentale) il piano per ciascuno. Sono stati già redatti e saranno analizzati con magistrati, psichiatri, psicologi e tutto il personale coinvolto. Insieme si strutturerà un lavoro su quelli che possono essere gli sviluppi legati a ciascun caso e le possibili destinazioni». E dalla Lombardia c’è anche la disponibilità per un progetto pilota. Obiettivo: capire che fine fanno le persone dimesse dall’Opg, visto che «degli oltre cento dimessi nel 2014, solo 10 sono tornati in famiglia – fa notare l’assessore – Gli altri 90 vengono collocati in strutture territoriali e altre residenze. Abbiamo dunque accolto la proposta di formulare, in quanto Regione riconosciuta da tutti come quella che ad oggi affronta meglio il problema degli Opg, un progetto-obiettivo che prevede un’analisi epidemiologica sul destino dei dimessi nella nostra regione. Questo è stato ben accolto dai senatori, perché rappresenterebbe uno studio adeguato, pilota a livello nazionale».

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