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Ue alla Grecia, basta perdere tempo. Mercoledì i negoziati

L’Eurogruppo va in pressing sulla Grecia e Atene accetta di riprendere i negoziati con l’ex Troika: il confronto sulle riforme che assicureranno lo sblocco degli aiuti europei ripartirà mercoledì e sarà a Bruxelles, come voleva il Governo ellenico che non vuole più esponenti della Troika a casa propria, ma alcuni rappresentanti saranno anche ad Atene come vuole l’Eurogruppo che ha bisogno di controllare le mosse dei greci. L’Europa, irritata dal «troppo tempo perso» nel negoziato sulle riforme greche, non è in fase di concessioni e il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem avverte: non ci sarà alcun pagamento prima che ci sia «un accordo generale» sulle riforme e «ne sia cominciata la messa in atto». In realtà, replica il ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis, «siamo stati molto rapidi a rispondere alle circostanze che abbiamo ereditato». L’Eurogruppo ha avuto sulla Grecia una «breve conversazione», ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, «in cui ha chiesto al Governo greco di avviare gli incontri tecnici con le istituzioni per poter verificare con cifre precise lo stato di avanzamento delle misure necessarie per concludere l’ultima ‘review’ (o valutazione, ndr)». Poco più di due ore per ricordare al ministro Yanis Varoufakis che l’orologio corre e il tempo stringe. «Si sono perse due settimane di tempo» in discussioni sostanzialmente inutili, ha detto Dijsselbloem, spiegando di aver ricordato a Varoufakis che «non c’è più tempo da perdere», perché l’estensione del programma di aiuti è solo per quattro mesi. Nonostante le due lettere del Governo greco, finora il vero negoziato non è ancora partito. Il dialogo tra autorità greche e tecnici della ex Troika, l’unico tavolo che conta per l’Eurogruppo, è fermo per volere del Governo greco che ha privilegiato invece il canale più ‘politico’, attraverso le lettere di Varoufakis e le telefonate del premier Tsipras a Juncker che è riuscito a spuntare un incontro venerdì a Bruxelles. Varoufakis non arretra dalle sue posizioni: «La troika intesa come un gruppo che arriva nei ministeri ed impone politica che hanno fallito è finita». Ma l’Eurogruppo ha ribadito che non è quello il canale giusto, perché solo i tecnici sono in grado di valutare i dati di bilancio e le riforme di cui ha bisogno il Paese. L’Ue è disponibile ad andare incontro alla Grecia che vorrebbe anticipare l’esborso dell’ultima tranche di aiuti, ma chiede in cambio impegni precisi. Dijsselbloem ha detto che si può «dividere i pagamenti in due tranche», ma «prima ci deve essere l’accordo e l’implementazione» dell’accordo sulle riforme. «Siamo pronti ad aiutare a condizione che ci sia un accordo sull’intero pacchetto e ne cominci la messa in atto», ha spiegato. E il fatto che il Governo greco sia in difficoltà di cassa perché le scadenze di marzo sono arrivate, per Dijsselbloem può essere un’opportunità: «Se c’è pressione» per la mancanza di liquidità, questo «può aiutare per tornare sulla strada giusta e comunque non si parla di esborsi anticipati senza accordo e implementazione». Anche il tedesco Wolfgang Schaeuble chiarisce che non c’è molto altro da dire: «Non c’è niente di nuovo, non è successo quasi nulla dal nostro ultimo Eurogruppo, ora è soprattutto una questione per la Troika».

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