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PA/ Stop agli abusi della legge 104, focus sulle assenze

La riforma della Pubblica Amministrazione ha, dopo vari ‘stop and go’, avviato il suo cammino, con i primi emendamenti votati in commissione Affari Costituzionali al Senato, che ha dato il via libera alla ‘Carta della cittadinanza digitale’ e alle misure che intendono sbloccare la Conferenza dei servizi. Ma i punti caldi della riforma verranno affrontati solo nei prossimi giorni, tra questi c’è la stretta sui procedimenti disciplinari, che hanno il licenziamento come pena massima. Nei decreti che attueranno la delega ci sarà un «focus sulle assenze reiterate», ha ribadito il ministro della P.A, Marianna Madia. Quanto agli eventuali abusi sulla legge 104, che tutela quanti hanno disabili a carico, il ministro chiarisce che verrà fatta «attenzione», ma ciò non significa «limitare il diritto» a chi spetta. Dall’ultimo monitoraggio (dati del 2013) condotto dalla Funzione Pubblica emerge come almeno un dipendente pubblico su dieci usufruisca della legge 104, che dà tre giorni di permesso al mese ai familiari di persone con seri problemi di salute (riconosciuti ovviamente anche a chi ha la disabilità). Il problema però, secondo il ministro, non è la legge, non si tratta di «negare i diritti conquistati», ma di «sanzionare chi ne abusa». E precisa: «Rifuggo dalla filosofia per cui visto che c’è un abuso sul diritto allora si limita il diritto». Il fronte Pubblica Amministrazione si riaccende anche sul versante sindacale, con i leader di Cgil, Cisl e Uil che, in una lettera, chiedono di «aprire subito un confronto». L’appello è indirizzato, oltre che al ministro della P.A, anche al premier Matteo Renzi e al titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Da parte della Funzione Pubblica ci sarebbe la disponibilità a una convocare, anche perché incombono su tutto gli esuberi delle Province, da gestire attraverso la mobilità. Ma Cgil, Cisl e Uil vogliono in realtà un dibattito più ampio, un tavolo per potere parlare delle problematiche del pubblico impiego nel complesso, a cominciare dal blocco del contratto. È invece all’ordine del giorno l’incontro tra il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e i sindacati sulla riforma delle pensioni. Il summit «non è ancora stato fissato ma tra qualche giorno ci vedremo», fa sapere Poletti. E stavolta non dovrebbero porsi i dubbi suscitati dal Jobs act: la revisione dovrebbe riguardare anche i lavoratori pubblici, dato che la Fornero toccava anche loro. Tornando al ddl Madia, tra i punti più attesi, il voto prosegue per tutta la settimana, c’è anche il rafforzamento del ruolo della presidenza del Consiglio, che però un emendamento del relatore attenua, ora si parla di «rendere effettive» le attribuzioni già riconosciute al premier dalle legge. Sono poi in scadenza le proposte di modifica dei senatori all’ultima novità presentata dal relatore: il ‘taglia-decreti’, un articolo aggiuntivo alla delega per ripulire l’ordinamento da regolamenti e dpcm non più utili (non si va però più indietro del 2012). Intanto la prima seduta di votazione si è conclusa con l’ok al primo capitolo del ddl, che prevede la definizione di standard minimi per i servizi online delle amministrazioni, con tanto di sanzioni in caso di mancato rispetto. Sono passate anche le modifiche sulla Conferenza dei servizi, con una limitazione dell’azione in autotutela, con cui un ente, come un comune, può bloccare licenze o autorizzazioni, ad esempio per un appalto ad un imprenditore (una misura quindi anti-nimby). Un occhio resta rivolto anche alla commissione Bilancio del Senato, che deve completare i suoi pareri sulla delega Pa. E su un punto la commissione ha posto un paletto, precisando che il riordino dei corpi di polizia provinciale non può passare per la confluenza dello stesso presso le forze di polizia. Un’altra questione aperta è quella delle auto blu, già giovedì, in occasione del Cdm, dovrebbe essere presentato il dossier che fa il punto sui tagli. Intanto va avanti l’attuazione del dl Madia dell’estate scorsa, definito come il primo tassello della riforma: è stato appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che dà le istruzioni a tutte le amministrazioni per inviare i dati richiesti, una lunga lista, sulle partecipazioni e su tutti i collegamenti in altre società. Informazioni che finiranno nella banca dati unica, una sorta di megacervellone informatico.

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