| categoria: politica

Immigrazione, Alfano: pressione altissima dalla Libia

«Nel 2015, se si proiettano le stime dei primi mesi sul resto dell’anno, l’Italia riceverà 200mila migranti illegali»: la cifra arriva dal ministro spagnolo Fernandez Diaz, che a margine del consiglio Affari interni Ue ha partecipato ad una riunione ristretta col capo del Viminale Angelino Alfano. All’incontro hanno preso parte anche il commissario europeo Dimitris Avramopoulos ed i ministri francese e tedesco, Bernard Cazeneuve e Thomas de Maiziere. Roma richiama l’attenzione sulla Libia, epicentro del fenomeno, «dove la pressione è altissima» ribadisce Alfano. Tra i temi sollevati, la possibilità di mettere in piedi progetti per accrescere la ‘capacità’ di gestione e controllo dei flussi nei Paesi Terzi di transito, spingendo gli Stati interessati a dotarsi anche di strutture per investigare i casi e perseguire i trafficanti (come anticipato da ‘La Stampa’, con estratti di una lettera firmata dall’Alto rappresentante Federica Mogherini e da Avramopoulos, destinata ai ministri degli esteri dei 28, in vista del consiglio del 16 marzo). Ma anche la creazione di centri in Nord Africa, col supporto di «organizzazioni umanitarie multilaterali» come Unhcr e Oim, per lo screening dei migranti ed una distribuzione tra gli Stati membri, su base volontaria, per i richiedenti asilo. Proposte su cui l’Italia preme e cerca il «sì politico», mentre si guarda a metà maggio, quando la Commissione europea renderà pubblica la sua Agenda per l’immigrazione, una strategia che promette di avere un approccio omnicomprensivo al fenomeno. «La collaborazione» con i Paesi Terzi come ad esempio la Turchia, con cui ci siamo già mossi in bilaterale, dice Alfano, «deve continuare a livello di rapporto Ue con i Paesi», perchè «è la strada più giusta per arrivare a qualche risultato». Intanto Avramopoulos nei prossimi giorni sarà in Tunisia, Egitto e Marocco, nel tentativo di fare progressi sul coinvolgimento dei tre Paesi nella lotta ai trafficanti e nella gestione dei flussi, mentre anche il ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner ha avanzato la proposta di creare dei centri nell’Africa del nord, sollecitando una risposta dalla Commissione entro giugno. E se l’Italia riscuote un dichiarato sostegno da Francia e Spagna, la Danimarca, come la Gran Bretagna dice no ai centri e ai ricollocamenti, trincerandosi dietro il regolamento di Dublino. Una norma che in un futuro potrà essere emendata «se ci sono cose che non vanno», ma che per il momento resta così com’è e «deve essere rispettata da tutti gli Stati membri», ribadisce il commissario Ue all’Immigrazione. Proprio la collocazione di profughi e richiedenti asilo è al centro di una lettera che l’Alto Commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, ha inviato all’Ue. Troppe persone, dice l’Unhcr, rischiano la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa: circa 470 quelle che sono morte o scomparse dall’inizio dell’anno nel Mediterraneo, rispetto alle 15 dello stesso periodo dell’anno scorso. L’Unhcr propone tra l’altro «l’istituzione di un’importante operazione di ricerca e soccorso europea nel Mar Mediterraneo, simile all’operazione italiana Mare Nostrum che si è conclusa lo scorso anno, e la realizzazione di un sistema europeo per compensare le perdite economiche subite dalle compagnie di navigazione coinvolte nel salvataggio in mare di persone in pericolo». Al momento, spiega l’Unhcr, le persone in cerca di sicurezza in Europa arrivano per lo più in alcuni Stati alle frontiere esterne dell’Ue, mentre sono pochi altri i paesi, soprattutto Germania e Svezia, che ricevono il maggior numero di domande di asilo. «Per far fronte a questo squilibrio, è necessaria più solidarietà intra-europea. Paesi come l’Italia e la Grecia dovrebbero essere sostenuti in modo che possano accogliere adeguatamente i richiedenti asilo ed esaminare le loro domande di asilo». Inoltre, l’Unhcr propone «un progetto pilota che prevede il trasferimento in diversi paesi europei dei rifugiati siriani soccorsi in mare in Grecia e in Italia, sulla base di un sistema equo di distribuzione». Ma intanto i trafficanti di migranti aprono nuove ‘rotte’ per far arrivare le persone in Europa: oggi i guardacoste turchi hanno intercettato nello stesso dei Dardanelli una nave cargo con a bordo circa 400 migranti e hanno sparato ai motori per impedirne la fuga.

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