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PA/ Troppe assenze, faro sui lunedì e venerdì

Il Governo esce allo scoperto e punta il dito contro i dipendenti pubblici che saltano il lavoro troppo spesso e a ridosso di festività, in occasione di ponti e a fine o inizio settimana. Nel mirino, infatti, compaiono proprio le assenze «cumulative nei giorni sensibili», tra cui non possono mancare i «mitici lunedì» e «i mitici venerdì». Parola del sottosegretario alla P.A, Angelo Rughetti. D’altra parte la scrittura dei decreti attuativi sui procedimenti disciplinari è già avanti, per essere pronta non appena la riforma sarà approvata in via definitiva. Per ora siamo al primo step, con l’avvio del voto in commissione Affari Costituzionali al Senato, dove i veri nodi devono ancora essere trattati. E c’è anche da risolvere il giallo su chi si prende le responsabilità nelle società partecipate, visto che in un riformulazione spunterebbero anche i dipendenti. Intanto il quadro sulla stretta all’assenteismo nel pubblico impiego diventa sempre più chiaro: il ministro della P.A, Marianna Madia, aveva già annunciato come nella revisione dei procedimenti disciplinari, che come massima sanzione hanno il licenziamento, sarà acceso un faro sulle assenze di massa, come scioperi bianchi o selvaggi, e quelle reiterate. Il ministro in settimana ha anche spiegato che si presterà attenzione a eventuali abusi sui permessi ex legge 104, che tutela i lavoratori con persone disabili a carico. A questa ‘blacklist’ ora si aggiunge un altro caso a rischio sanzione, quello di chi salta giornate di lavoro che fanno gola a tanti: lunedì, venerdì, tutte le date a cavallo tra due festività o le vigilie con due esempi su tutti: il 24 e il 31 dicembre. A ‘fare scuola’ è quindi ancora il Capodanno dei vigili urbani di Roma ed è proprio dalla Capitale che, ricorda Rughetti, e è partita «la sperimentazione» e già si collabora con l’Inps per stanare i falsi malati. Anche perché, ammette il sottosegretario, «c’è una disparità evidente tra le assenze dei lavoratori del privato e quelli del pubblico». Il polo unico delle visite fiscali, con tutti i controlli affidati all’Inps, per Rughetti è la ‘medicina’ giusta. Il sistema, assicura il sottosegretario, garantirà «più presenza e capillarità» nelle verifiche. E anche questa novità viaggia nel ddl Madia, che ha registrato il via libera della commissione anche sull’articolo che semplifica la vita di chi fa impresa: il Governo è delegato a chiarire quali siano le attività che non hanno bisogno di un controllo preventivo da parte dell’amministrazione (per cui quindi vale la regola del silenzio assenso o basta la cosiddetta Scia). I punti caldi della riforma sono però altri e verranno affrontati la prossima settimana, quando si dovrà anche risolvere il caso venuto fuori con la riscrittura, uscita dalla Commissione Bilancio, di un emendamento del relatore sul riordino delle partecipate. La versione originale del testo delegava all’esecutivo la precisa definizione del regime delle responsabilità delle «amministrazioni partecipanti», ora sostituite da un’altra entità, quella dei «dipendenti». Ovviamente tutto può essere ancora modificato e ci sarebbe la volontà di porre rimedio a una formula un po’ generica (fatto presente che l’esclusione delle amministrazioni sarebbe motivata dal fatto la loro responsabilità è prevista dal Codice civile).

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