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Sclerosi multipla, via libera alla terapia orale

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità del dimetilfumarato per il trattamento della sclerosi multipla, in quanto riduce l’incidenza delle recidive e rallenta la progressione verso la disabilità e le lesioni cerebrali. La molecola è indicata nelle forme cosiddette recidivanti remittenti, e già viene prescritta a oltre 135.000 persone nel mondo con benefici evidenti.La guaina mielinica delle fibre nervose è alterata in questa malattia, con ripercussioni in varie funzioni dell’organismo (movimenti oculari sballati, deambulazione difficoltosa, problemi all’apparato urinario e genitale) deficit che possono evolvere in una forma cronica con danni irreversibili. Ma come funziona il dimetilfumarato? Si ritiene che sia in grado di attivare un particolare meccanismo di difesa dell’organismo, la via del fattore Nrf-2, afferma Carlo Pozzilli, ordinario di Neurologia all’Università di Roma La Sapienza, questo meccanismo permette di contrastare l’infiammazione e lo stress ossidativo tipico del danno neurologico.

I dati clinici hanno dimostrato l’efficacia del trattamento orale con dimetilfumarato, aggiunge da parte sua Giancarlo Comi, Ospedale San Raffaele, Università Vita-Salute, Milano – inoltre si segnala il buon profilo di sicurezza e tollerabilità della terapia. Gli eventi avversi occasionali associati a dimetilfumarato sono stati il rossore e segni transitori di natura intestinale (diarrea, nausea di lieve entità). Dimetilfumarato non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non fanno uso di contraccettivi appropriati. A parte le comuni precauzioni, dunque, i vantaggi della cura e la sua praticità sono largamente documentati.

Il dimetilfumarato (Tecfidera) è la prima terapia orale delle quattro sviluppate per il trattamento della sclerosi multipla, commenta Giuseppe Banfi, Amministratore Delegato di Biogen Idec, da due anni il farmaco è approvato negli Stati Uniti, Canada e Australia, nel gennaio dell’anno scorso è stato autorizzato nell’Unione Europea. Attendiamo ora l’inserimento nei prontuari terapeutici regionali, che consentirà l’effettiva disponibilità del farmaco, ultimo presupposto affinché venga dispensato anche in Italia, dal Servizio sanitario nazionale.

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