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Tosi scopre le carte, annuncio candidatura

Tutto in un giorno. Un ‘sabato leghistà, che svelerà ambizioni e progetti degli uomini del Carroccio in Veneto. Il Tosi-day a Verona, il nuovo tour di Salvini con il governatore Zaia, e la prima riunione del consiglio ‘nazionalè della Liga presieduto dal commissario Dozzo dopo l’azzeramento della segreteria tosiana. Tutto in meno di 12 ore. Perchè mentre in Fiera a Verona Flavio Tosi – lo danno per certo – annuncerà ai fedelissimi la sua discesa in campo come candidato presidente, avversario di Luca Zaia, Matteo Salvini sarà impegnato in due appuntamenti, il primo nel padovano, il secondo a Vicenza, a sostegno del governatore in carica. Nelle stesse ore, nella isolata sede a Noventa Padovana della Liga Veneta, il commissario Gianpaolo Dozzo prenderà possesso degli uffici, guidando il suo primo direttivo con i leghisti veneti, per parlare di amministrative e regionali. Un duello a distanza, insomma. Un ‘derby’ tra Verona e Padova in cui Tosi svelerà le sue carte, e il ticket avversario Salvini-Zaia prenderà le contromosse. In mezzo si capirà se il commissariamento-Dozzo avrà ripercussioni sui ‘tosianì che ancora affollano il consiglio della Liga Veneta, molti dei quali, dopo la ‘cacciatà del loro leader, sono rimasti al coperto. Non tutti però. Un nuovo scossone, dopo quelli di Luca Baggio e Matteo Toscani, fedeli a Tosi e fuoriusciti in settimana dal gruppo del Carroccio, è venuto ancora da Palazzo Ferro-Fini, sede dell’assemblea legislativa. Altri due consiglieri ‘verdì, Giuseppe Stoppato e Daniele Stival, quest’ultimo assessore nella giunta Zaia, hanno lasciato la Lega e costituito il gruppo ‘Verso Nord Popolo Venetò. Insieme a loro il consigliere Diego Bottacin, ex Pd, esponente di ‘Verso Nord’, oggi ritenuto vicino a Corrado Passera. Significa che le truppe di Tosi escono pian piano allo scoperto. Il sindaco di Verona ha anticipato che se si candiderà per Palazzo Balbi lo farà all’inizio «da solo». «Se inizio a correre, lo faccio prima di tutto partendo dalle mie forze. Poi si ragionerà sulle eventuali alleanze», spiega. Angelino Alfano, leader di Ncd, sta al momento alla finestra: «Flavio Tosi – ha detto – non ha ancora scelto se candidarsi in Veneto, quando lo farà valuteremo». Ma non è l’unico ad aspettare le mosse del ‘ribellè di Verona. Oggi Tosi ha avuto alcuni incontri riservati, uno probabilmente con i parlamentari – un gruppetto di 7-8 tra deputati e senatori, guidati dalla compagna del sindaco, Patrizia Bisinella – che potrebbero staccarsi dal partito e seguire il suo progetto in Veneto. «Domani si inizia un nuovo percorso. Posso solo dire che escludo di ritirarmi a vita privata e non fare più politica e che domani qualcosa si porta avanti» ha detto in serata Tosi. Il commissariamento deciso da Via Bellerio potrebbe intanto riportare l’orologio indietro di un paio d’anni in Veneto, all’epoca delle epurazioni dei ‘bossianì decise dal sindaco veronese. Salvini ha infatti annunciato che i casi dei leghisti veneti espulsi da Tosi verranno riesaminati con attenzione, per valutarne il rientro nel partito. La prima risposta di Paola Goisis, ex parlamentare ‘bossianà cacciata da Tosi, è stata al vetriolo: «Prima le scuse. Tosi fece il lavoro sporco, ma i mandanti furono Roberto Maroni e Matteo Salvini».

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