| categoria: sanità

Ci sta per cadere addosso l’emergenza Opg. E non siamo pronti

C’è una variabile impazzita nel panorama complesso e schiozofrenico della salute mentale del nostro paese. E si chiama Opg, vale a dire Ospedale Psichiatrico Giudiziario. La legge 81 del 30 maggio 2014 ne ha confermato la chiusura per questo fine mese ma la situazione è tutt’altro che definita. Si chiude ma non è cambiato il Codice penale. Chi viene prosciolto per incapacità di intendere e di volere a tutt’oggi continua a venire mandato in queste strutture – sei in tutta Italia – come misura di sicurezza. Decine di nuovi ingressi sono segnalati ancora in questi giorni. Con che logica? I ministri della Salute e della Giustizia assicurano che non ci saranno rinvii dell’ultima ora. Ma non sarà facile trasformare il vecchio “Manicomio criminale” in quelle che sono chiamate Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive). Venti posti al massimo, una forte assistenza sanitaria e psichiatrica, nessuna “cella” o altra forma di detenzione. Proteste ovunque, nessuna amministrazione locale è pronta ad affrontare questa situazione, in controtendenza, a sorpresa la Regione Lazio, pronto a rischiare la pelle dei suoi direttori generali. Perché è tutto da inventare, non ci sono modelli, non ci sono protocolli sperimentati,.

Che fare quando non si riesce ad arginare l’aggressività di un paziente? E quando si allontana dalla struttura? Chi ha la custodia? Quando devono intervenire le forze dell’ordine? Replica assicura Vito De Filippo, sottosegretario al ministero della Salute: la sicurezza è affidata alla prefettura, con sorveglianza esterna o altri interventi. Ci saranno telecamere e la sorveglianza esterna organizzata dalle prefetture. Ancora.Quasi tutte le nuove Rems saranno provvisorie perché quelle definitive, finanziate con 172 milioni consegnati alle Regioni, non saranno pronte al 31 marzo. Ma anche quelle provvisorie sanciranno la fine degli Opg. Ci sono ancora problemi in Veneto, Piemonte e Friuli, che non hanno ospedali giudiziari nel loro territorio ma che dovranno riprendersi a casa i loro internati . La data del 31 marzo, sostengono in molti, non verrà rispettata. Le uniche Regioni che potranno aprire subito le Rems sono l’Emilia Romagna e la Basilicata. Le altre hanno solo piani di transizione. E c’è chi, come il Friuli, ha deciso di non recepire la legge nazionale”. Altre 8 Rems, comunque, saranno aperte in Lombardia, a Castiglione delle Stiviere. Il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, non ammette rinvii. “Chi non ha rispettato i tempi si assumerà le proprie responsabilità. Si potrà arrivare al commissariamento”. Sono settecento, oggi, gli internati nei sei Opg di Castiglione delle Stiviere (l’unico che ospita anche le donne), Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Napoli, Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto. Stanno preparando le schede di ogni ospite. Il censimento comunque non è ancora pronto. Da uno studio di 10 anni fa risulta comunque che “i pazienti in Opg erano in gran parte affetti da disturbi psichiatrici gravi (schizofrenia e altri disturbi psicotici dal 61,2 al 70,1%). Avevano commesso nella maggior parte dei casi reati gravi contro la persona (nel 54% dei casi omicidio o tentato omicidio)”. I numeri degli internati sono cambiati – erano 1.282 nel marzo 2001 e 988 nel giugno 2013 – ma l’alta percentuale di omicidi o tentati omicidi, nel momento in cui vengono abolite celle e recinzioni, può destare allarme sociale. A Castiglione delle Stiviere, per esempio, si calcola che i due terzi degli internati abbiano commesso reati gravi contro la persona. Ci sono donne che hanno ucciso il figlio in lavatrice, altri che hanno tentato stragi facendo saltare la casa. Una situazione esplosiva.

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