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Ibra chiede scusa alla Francia. Marie Le Pen furiosa: “Se ne vada”

” Ibrahimovic contro tutti. Ibrahimovic un caso politico in Francia. L’arbitro fa infuriare lo svedese del Psg e lui, dopo la mancata concessione di un calcio di punizione da cui nascerà il gol vittoria del Bordeaux contro il suo Psg, insulta la Francia, definendolo «Paese di m…». E lo fa in inglese perché il francese, al terzo anno di Parigi, non l’ha imparato. «Allora se ne vada», dice Marine Le Pen. Ibrahimovic, un mito per i tifosi parigini che per lui hanno coniato persino un verbo entrato nell’uso comune (zlataner, spararla grossa), ha segnato 14 gol in 20 partite giocate. È stato protagonista anche quest’anno di spettacolari acrobazie e gol incredibili segnati con irridente facilità. Ma il personaggio non e’ solo gol. Ieri lo svedese l’ha fatta grossa. È uscito dal campo del Bordeaux – dove il PSG aveva perso 3-2 nonostante la sua doppietta – a torso nudo, tatuaggio «solo Dio può giudicarmi» in bella vista, e su tutte le furie. La telecamera che gli si è avvicinata è stata impietosa nel reportage: «in 15 anni non ho mai visto un arbitro cosi’ scarso in questo Paese di merda!». E ancora: «Questo Paese non merita il Psg, siamo troppo forti per questo Paese», più altre amenità. Il mite Laurent Blanc ha cercato di minimizzare («non vi succede mai di innervosirvi?» ha detto ai giornalisti in conferenza stampa) ma il paese dei galletti era già sul piede di guerra. In tardissima serata, le prime scuse, sul sito del PSG che lo ha evidentemente messo spalle al muro: «le mie frasi non erano né contro la Francia né contro i francesi». Ce l’aveva, dice, soltanto con Lionel Jaffredo, reo di aver lasciato correre quando il portiere girondino, Cedric Carrisco, ha preso con le mani un passaggio indietro di un suo difensore. Oggi, al centro dello stadio del Parco dei Principi, nuova seduta di autocritica, stavolta in video subito diffuso in rete: «i francesi sono abbastanza intelligenti da capire la situazione…non ce l’avevo con loro. A chi si sente offeso, presento le mie scuse». E ancora: «non deformate le mie parole, si tratta solo di calcio, parliamo di quello». Non era d’accordo Marine Le Pen, che a sei giorni da elezioni amministrative che la danno trionfatrice, non si è lasciata scappare l’occasione: «quelli che pensano che la Francia sia un Paese di m… possono andarsene». «Che giochi a pallone e stia zitto», ha detto il socialista Jerome Guedj, mentre il ministro dello Sport, Patrick Kanner, ha chiesto scuse pubbliche. Il designatore degli arbitri le voleva nei confronti del direttore di gara insultato, ma non sono mai arrivate. Nonostante fama e carisma, il carattere di Ibra non è migliorato con gli anni, anzi. Qualcuno aveva ribattezzato la doppia sfida con Mourinho la finale degli antipatici. L’ha vinta Ibra, che nella bella vittoria del PSG la settimana scorsa a Stamford Bridge ha trovato il modo di farsi espellere lasciando i compagni correre da soli verso la gloria della vittoria. Per lui, Champions ancora una volta amara. La bravata di ieri, oltre alla scia di polemiche e ai fischi che lo accoglieranno in tutti gli stadi tranne Parigi, gli porterà anche una bella squalifica, che sarà decisa giovedì dalla Disciplinare. A difenderlo oggi è…Carrisco, il portiere accusato di aver preso con le mani quel passaggio indietro del suo difensore: «riconosco – ha detto spiegando che l’arbitro ha lasciato correre per un vantaggio concesso dopo un fallo non fischiato a Thiago Silva – che contro di lui c’è un certo accanimento».

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