| categoria: sanità Lazio

ATTI AZIENDALI/ S.Giovanni Addolorata, conteniamo i costi non i servizi

Il San Giovanni Addolorata di Roma è stato il primo ospedale a illustrare il proprio nuovo atto aziendale (l’ultimo approvato risaliva al 2007) alla commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Rodolfo Lena (Pd). Lo rende noto la Pisana. «Abbiamo elaborato un piano di rilancio dell’azienda tenendo sì conto del contenimento dei costi ma anche del miglioramento dei fattori produttivi per una sanità pienamente rivolta al cittadino e ai suoi bisogni», ha esordito il direttore generale Ilde Coiro (insediatasi nel 2014), accompagnata dal direttore sanitario Stefano Pompili. La loro relazione è partita dai dati relativi al bilancio del triennio 2011-13, nel corso del quale il risultato di esercizio è andato peggiorando progressivamente, per un disavanzo complessivo finale di otto milioni di euro. Di conseguenza, i numeri della razionalizzazione della struttura aziendale parlano di una riduzione da 14 a sei dipartimenti, ai quali se ne aggiungono tre interaziendali (Salute mentale, Fisica medica, Farmaceutica). Le Unità operative, invece, da 242 passeranno a 97. Tre, infine, le Aree. «Puntiamo molto sul dipartimento di emergenza e assistenza intensiva, così come su quello di medicina», ha spiegato Pompili, tenuto conto del bacino di utenza dell’azienda, sul quale incide una elevata quota di popolazione anziana, prevedendo tra l’altro un reparto a bassa intensità di cure. Per la chirurgia, si favorirà un approccio interdisciplinare e multiprofessionale, incoraggiando l’impiego di tecnologie e materiali innovativi. Creato poi un Dipartimento delle Specialità, caratterizzato da un elevato livello di specializzazione, con team multidisciplinari dedicati. Completano il quadro il dipartimento dei servizi diagnostici e medicina trasfusionale e il dipartimento delle professioni sanitarie, che segna una separazione della linea clinica da quella assistenziale. «Ci proponiamo inoltre una corretta valorizzazione del nostro vasto patrimonio storico-artistico ed archeologico – ha infine annunciato Coiro – attraverso l’attivazione di idonee procedure per ospitare iniziative culturali, promuovere visite guidate, concedere in locazione spazi della sede legale a terzi». Una manovra di messa a reddito del patrimonio immobiliare che, secondo le prime stime, dovrebbe fruttare alle casse del San Giovanni 500 mila euro nel 2015 e 800mila euro nel 2016.

Ti potrebbero interessare anche:

Progetto sperimentale per l'odontoiatria pubblica? Mozione in Consiglio regionale
SANITA'/SAN CAMILLO: Approvato il progetto per le scale antincendio maternità
Fatta la delibera, i carabinieri di Monteverde si trasferiranno al Forlanini
IL CASO/ La disarmante difesa dell'Ospedale: non siamo attrezzati a gestire il "fine-vita"
Spallanzani, la Direzione smonta la contestazione per gli orari: il personale ha potuto scegliere
L'INTERVISTA/ Ma il vaccino quanto ci costa?



wordpress stat