| categoria: Roma e Lazio

Complimenti, i consiglieri del Lazio si sudano lo stipendio lavorando 5 giorni al mese

Lo racconta il quotidiano Il Tempo riprendendo un rapprorto Uil/Eures che analizza i risultati deludenti della Pisana negli ultimi due anni: pare che i consiglieri regionali del Lazio lavorino, in media, 5 giorni al mese. Il dossier, che è il secondo dell’Osservatorio sui costi della politica, ha sommato il tempo che gli eletti alla Pisana hanno passato in assemblea e nelle commissioni negli ultimi due anni. In sostanza «Le giornate lavorative di ciascun consigliere regionale dell’attuale legislatura complessivamente stimate sarebbero 127, a fronte delle circa 440 giornate lavorative di un comune cittadino in due anni (ovvero un rapporto di 1 a 3,5)». Sempre secondo il rapporto, nei primi due anni di attività dell’era Polverini i giorni di lavoro dei consiglieri sono stati 76. Non è una consolazione. Complessivamente, valutando «la durata effettiva di ogni singola seduta (rilevata analizzando l’orario di inizio e di fine seduta e sottraendo la durata delle interruzioni), emerge un tempo complessivo di Consiglio pari 28.848 minuti (481 ore)» nei due anni di attività dell’assemblea eletta nel 2013. «Naturalmente – precisa il rapporto – il lavoro dei consiglieri non si limita alla presenza alle sedute (alle quali peraltro non sempre partecipano per tutta la loro durata, risultando in diverse votazioni “non raggiunto” il numero legale dei presenti), ma si esplica nell’attività politica e legislativa (attraverso la redazione delle mozioni e delle proposte di legge), nell’attività di controllo e di indagine (attraverso le interrogazioni o le interpellanze), nell’attività amministrativa, nonché nell’attività all’interno delle diverse Commissioni, pur ricordando che ogni consigliere può giovarsi in queste attività dell’ausilio di un collaboratore esterno». Rispetto all’era Polverini, durante questi due anni l’assemblea ha approvato meno norme ma più velocemente. «A fronte di un numero di atti presentati significativamente inferiore (1.612 contro 2.003 registrati nei primi 2 anni della legislatura Polverini), il numero di quelli approvati risulta molto superiore (506 contro 384), registrando conseguentemente un indice di efficienza (atti approvati/presentati) decisamente più elevato (31,4% contro 19,2%)».
Durante i due anni della legislatura Zingaretti le Commissioni si sono riunite mediamente (tra sedute e audizioni) 59 volte, ovvero poco più di una volta ogni 2 settimane (la frequenza mensile media si attesta a 2,6). La Commissione Cultura (con 97 riunioni in 2 anni), e la Commissione Bilancio (con 87 riunioni) registrano la maggiore operosità, visto che si sono riunite circa una volta a settimana. All’opposto un minore impegno istituzionale si registra nella terza Commissione – Vigilanza sul pluralismo dell’informazione – e nella seconda – Affari comunitari – che in 2 anni hanno avuto rispettivamente 20 e 26 riunioni (pari soltanto a una volta al mese). Leggermente inferiore alla media risulta anche la frequenza delle riunioni della prima Commissione – Affari Costituzionali (57), che a fronte di un significativo impegno rilevato nella prima annualità – con 45 tra sedute e audizioni – nel corso del secondo anno di legislatura si è riunita soltanto 12 volte.

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