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Divorzio immediato, il Senato stralcia la norma

L’Aula del Senato ha stralciato la norma sul divorzio immediato contenuta nel comma 2 dell’articolo 1 della legge sul divorzio breve. L’assemblea ha approvato a maggioranza, con votazione per alzata di mano, la proposta avanzata dalla stessa relatrice Rosanna Filippin (Pd) con la motivazione che è più importante accorciare i tempi dell’approvazione del provvedimento. Il presidente di turno dell’assemblea di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, ha annunciato che “per effetto della disposizione di stralcio” la norma sul divorzio immediato “sarà inserita in un autonomo ddl che sarà immediatamente assegnato alle competenti commissioni parlamentari”.

Salta così, almeno per ora, il divorzio immediato, quello che avrebbe consentito di evitare la fase della separazione in caso di richiesta consensuale di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio davanti a un giudice. Una strada che si sarebbe potuta seguire soltanto se la coppia non avesse avuto figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o figli con meno di 26 anni economicamente non autosufficienti. Il disegno di legge sul divorzio breve torna quindi, sostanzialmente, alla versione già licenziata dalla Camera che consente l’addio in un anno (o in sei mesi in caso di separazione consensuale) dal momento in cui i coniugi si presentano in tribunale. La legge attualmente in vigore prevede un periodo di separazione di tre anni.

La norma sul “divorzio lampo” seguirà ora un suo percorso autonomo in Senato in un apposito disegno di legge “per un supplemento di riflessione”, come ha spiegato la senatrice Filippin, contraria allo stralcio ma obbligata, dopo l’assemblea del gruppo stamane, a proporlo all’assemblea a causa del suo ruolo di relatrice. Movimento 5 Stelle, Sel e senatori Psi hanno votato contro la proposta. Pd, Ncd, Udc, Forza Italia a favore. Tuttavia, nei partiti che hanno votato per il sì, ci sono stati alcuni dissensi a titolo personale. Il ddl sul divorzio breve proseguirà invece il suo iter con la terza lettura alla Camera dove, senza il nodo dello scioglimento immediato del matrimonio, dovrebbe avere un via libera definitivo abbastanza rapido.

“Approvare il divorzio breve è una cosa grande”, ha detto il capogruppo Pd, Luigi Zanda, spiegando il sì allo stralcio dei democratici con il timore che se il ddl fosse stato rimandato alla Camera con la modifica sul “divorzio lampo” si sarebbero rallentati moltissimi i tempi o si sarebbero posti “ostacoli politici” e il provvedimento avrebbe potuto “finire incagliato”. Nell’ottica del Pd, quindi, lo stralcio è servito per consentire un’approvazione rapida del divorzio breve che tanti aspettano. Zanda ha poi affermato l’impegno politico e parlamentare dei democratici a portare in Senato un disegno di legge che contenga la norma del divorzio diretto, verso il quale, ha sottolineato, non c’è nessun pregiudizio negativo, “ma oserei dire positivo” perché se entrasse nell’ordinamento “sarebbe un utile istituto”. “Ma noi valutiamo la condizione parlamentare in cui ci troviamo”, ha aggiunto.

Tra i voti contrari allo stralcio del comma 2 quello della senatrice a vita Elena Cattaneo che intervenendo in aula ha affermato: “A due persone sposate, adulte e senza figli o con figli maggiorenni non può essere negato di accedere subito al divorzio se è consensuale. Non si tratta di scelte etiche o morali ma della tutela dei diritti di ogni persona a poter decidere di se stessa. In queste materie l’interferenza dello Stato deve essere il più vicina possibile allo zero”. Annuncio il sì convinto del M5S al provvedimento”.

Intanto il voto finale sul divorzio breve è slittato a domani. Il senatore Enrico Cappelletti – dei Cinque Stelle – durante le dichiarazioni di voto in Aula ha annunciato il “sì convinto” del Movimento sul disegno di legge.

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