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Grecia, la Troika accusa: “Il governo non collabora”. Tsipras: “Niente ordini dai tecnici”

Poca collaborazione e poca trasparenza. La Troika parte all’attacco sulla Grecia e chiede di poter avere più visibilità sulle mosse del duo Varoufakis-Tsipras per uscire dalla crisi. Da parte sua, il leader greco risponde duro che non prenderà “ordini dai tecnici, visto che non lo spaventano “le minacce dei Partner Ue, che si dimostrano vuote”. Insomma, una escalation di tensione che preoccupa i mercati e chiama il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, a intervenire: “Sono preoccupato per la Grecia e non sono soddisfatto dei progressi degli ultimi giorni”, dice il presidente, sferzando i litiganti. “E’ necessario che gli uni e gli altri riprendano il controllo di se stessi”. Anche il falco tedesco Schaeuble fa andare la clessidra: “Il tempo sta finendo, sempre più difficile trovare soluzioni”.

Le istituzioni che sorvegliano l’iter di salvataggio del Paese ellenico hanno messo in guardia gli altri Paesi della zona euro che i colloqui tecnici sul piano di salvataggio non stanno andando bene. I tecnici della cosiddetta Troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) che sono ad Atene hanno sempre pochissime informazioni sulle finanze del governo e su altri temi chiave, secondo quanto hanno riportato alcuni funzionari nel corso di una teleconferenza con alti funzionari dei ministeri delle finanze dell’Eurozona. “La linea è che i greci non cooperano” hanno riassunto. Tsipras li accusa di “chiedere solo licenziamenti” e di non interessarsi affatto alle riforme. Ma i rappresentanti delle tre istituzioni, sulla base delle informazioni limitate che hanno, sostengono che il governo greco sarà in grado di sostenere i pagamenti solo per un altro paio di settimane e hanno esortato Atene a bloccare eventuali nuove misure legislative che potrebbero intaccare le finanze del paese.

Proprio su una di queste si è concentrata l’attenzione, visto che è centrale nel programma politico di Syiriza ma ritenuta ‘unilaterale’ da parte della Troika. Il Parlamento greco ha dato il via libera al disegno di legge contro la “crisi umanitaria” voluto dal governo Tsipras. Lo scrive Kathimerini, secondo cui avrebbe votato a favore anche il partito di destra Nuova Democrazia. La Commissione europea aveva fatto sapere di non mettere “alcun veto” alle proposte del governo greco di leggi umanitarie, ma l’accordo raggiunto fra Atene e l’Eurogruppo lo scorso 20 febbraio prevede che “le autorità greche devono lavorare costruttivamente con tutte le istituzioni” creditrici, “cosa che implica consultazioni sulle nuove misure”, attraverso le parole del commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici.

Il provvedimento che punta a migliorare la situazione di 300mila nuclei familiari che vivono sotto il livello di povertà. La legge prevede la concessione di ticket alimentari, elettricità gratuita, accesso al sistema sanitario e aiuti abitativi a coloro che ne hanno necessità. Inclusa nel provvedimento anche un’amnistia fiscale volta ad aumentare la liquidità delle casse statali, rivolta a chi ha debiti con il ministero delle Finanze e secondo la quale si potranno pagare i debiti entro il 27 marzo in una sola tranche, senza subire interessi e sanzioni relative. Separatamente, nella notte è stata introdotta al Parlamento con procedimento di urgenza una legge che amplia il numero dei contribuenti che possono pagare i propri debiti con lo Stato diluiti in cento rate, misura con la quale il governo spera di incassare circa un miliardo di euro all’anno per un periodo di otto anni. Il procedimento di urgenza prevede che il dibattito sulla norma inizi domani nelle commissioni parlamentari e che venga votato nel giro di pochi giorni.

Il ministro dell’Interno, Nikos Vutsis, ha scartato l’accusa secondo cui questa legge possa essere incompatibile con l’accordo siglato con l’Eurogruppo lo scorso 20 febbraio. “L’approvazione delle leggi e delle bozze che saranno valutate nei prossimi giorni sono parte del nucleo di riforme che abbiamo promesso”, ha spiegato il ministro. Un commento che sembra arrivare in riferimento a una notizia diffusa dal canale britannico Channel 4, secondo cui il rappresentante della Commissione europea per la Grecia, Declan Costello, avrebbe inviato alle autorità di Atene una lettera per chiedere il ritiro di questi progetti di legge. Nella missiva, Costello sosterrebbe che il governo greco starebbe agendo “in modo unilaterale e in forma parziale”, il che è “incompatibile con gli impegni” presi.

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