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Taglio alle Prefetture, arriva l’ufficio territoriale unico

Le Prefetture, ora in Italia ce n’è una per Provincia, verranno ridotte: si va verso un taglio netto che potrebbe portare anche a un loro dimezzamento, di certo quel che ne rimarrà andrà a finire nell’Ufficio territoriale dello Stato, punto di contatto unico tra amministrazione periferica e cittadini, in cui confluiranno tutte le diramazioni della P.A. centrale, dalle sovraintendenze alle sedi della ragioneria. Il sì a quello che è il nuovo volto della Pubblica Amministrazione è arrivato dalla commissione Affari Costituzionali del Senato, che ha anche dato il via libera, sempre in un’ottica di snellimento dell’apparato burocratico, alla possibilità di sopprimere gli uffici dei ministeri che si sovrappongono alle funzioni proprie della Authority. Fin qui i punti approvati, ma si guarda anche avanti: nei prossimi giorni la commissione è chiamata a pronunciarsi sull’accentramento delle competenze in materia di visite all’Inps e spunta la clausola di esclusività per i medici fiscali. Poi c’è il delicato tema dei segretari comunali, con il testo della delega che prevede l’abolizione (sembra si sia però raggiunto un punto di mediazione). In tutto questo si è anche tornati a parlate di staffetta generazionale, ma per ora non si va oltre. Il problema è sempre lo stesso: l’operazione ha dei costi. – SCURE SULLE PREFETTURE, TUTTO LO STATO IN UN SOLO UFFICIO: le prefetture verranno ridotte, in base a criteri che faranno riferimento alla popolazione, alla criminalità, agli insediamenti produttivi e anche, lo stabilisce un emendamento Gal, al fenomeno delle immigrazioni sui territori che si affacciano al mare. Non è questa la sola novità, in una logica di drastica semplificazione si delega il Governo a racchiudere in un’unico ufficio tutte i presidi dello Stato sul territorio (si parla di portare a ‘uno’ quello che oggi è dislocato in tante, si parla di 25, diverse strutture). Ci sarà anche il problema di decidere a chi affidare tutta le gestione (di certo un ruolo lo dovrebbero avere i prefetti). – TAGLI AI MINISTERI, NO A DOPPIONI AUTHORITY: Una scure pende sugli uffici di regolazione, che si possono trovare nei ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Economia o delle Infrastrutture e laddove si replichino funzioni già svolte da Authority, come l’Antitrust, l’Aeeg o l’Autorità per i Trasporti. «È un problema di interferenze, con aziende e cittadini che non sanno bene chi è la fonte informativa. È una questione di efficienza oltre che di riduzione della spesa», spiega la senatrice del Pd, Linda Lanzillotta, prima firmataria della proposta. – RISPUNTA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATORI IN PARTECIPATE: torna la responsabilità per sindaci, presidenti di Regione e Provincia nell’ambito delle società partecipate. Lo prevede la nuova formulazione di un emendamento del relatore alla delega P.A., Giorgio Pagliari. Il riferimento alle amministrazioni partecipanti, che era stato tolto viene invece reinserito. Resta però anche l’accenno alla responsabilità dei dipendenti. – RIVOLUZIONE VISITE FISCALI, A INPS FUNZIONI E SOLDI: l’Istituto di previdenza sociale avrà sia le competenze sia le risorse, ora in capo alle Asl, per effettuare i controlli sulle assenze per malattia nel pubblico impiego. E si avvarrà di ‘camici bianchi’ che svolgono il servizio a titolo esclusivo, «perché non può esserci un medico che da un lato fa il controllo e dall’altro fa il certificato medico», spiega il sottosegretario alla P.A, Angelo Rughetti. Per rendere davvero efficace la stretta quindi si punta anche a ‘sguinzagliare’ dottori senza ‘conflitti d’interesse’. – CONCORSI, NIENTE PUNTEGGI A PRECARI STAFF POLITICI: ai precari della Pubblica Amministrazione sarà riconosciuta l’esperienza maturata negli uffici in cui hanno lavorato, ma ciò non accadrà se il servizio è stato svolto presso negli staff dei politici. Ad assicurarlo è il ministro Madia, che parla di «esclusione» di questa categoria da strade preferenziali. Si tratta di una previsione contenuta in un emendamento che sarà messo ai voti probabilmente la prossima settimana, ma che già oggi avrebbe fatto discutere in commissione (al momento dei pareri). Intanto Rughetti apre all’ipotesi di fare delle pre-selezioni prima di passare al concorso vero e proprio. – IPOTESI STAFFETTA GENERAZIONALE, MA STOP DA BILANCIO: Riappare, in un emendamento con primo firmatario il senatore Han Berger, la tanto dibattuta staffetta generazione, uno strumento volto a favorire il turnover: part time per i più anziani in cambio di apprendistato per le nuove leve. Ma nonostante la proposta non dispiaccia al Governo c’è il solito problema di costi. Così com’è formulata l’idea ad oggi non può passare, ma c’è ancora tempo per l’Aula (il ddl Madia dovrebbe approdarvi il 31 marzo). Niente da fare anche per un emendamento che riguardava le carriere nelle agenzie fiscali (la recente pronuncia della Consulta avrebbe messo una pietra sul tema) – A EX VERTICI BANKITALIA e IVASS NO INCARICHI PER 2 ANNI: guardando al passato è uscito in Gazzetta il decreto che attua una previsione contenta nel dl Madia diventato legge ad agosto. I componenti degli organi di vertice e i dirigenti della Banca d’Italia e dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni nei due anni successivi alla cessazione dell’incarico, non possono intrattenere rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego con i soggetti regolati

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