| categoria: Roma e Lazio

Dopo le unioni civili il Campidoglio valuta il registro “ius soli”

Dopo le unioni civili e la trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero il Campidoglio sta valutando la creazione di un registro per lo ius soli con l’obiettivo di riconoscere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati a Roma. E ancora una volta Roma si trova ad essere ‘apripista’ su un tema caldo che ha sollevato non poche polemiche. Ma Ignazio Marino non ha dubbi: «Chi nasce in Italia sia italiano». Il sindaco di Roma si prepara a scendere ancora in campo per una battaglia in nome dei diritti. E forte dell’ultima vittoria al Tar, che ha accolto il ricorso di alcune coppie contro l’annullamento delle trascrizioni di matrimoni gay effettuati all’ estero, disposto del prefetto Giuseppe Pecoraro, ora prova a smuovere un po’ le acque su un’altra delicata questione: lo ius soli. «Stiamo riflettendo quale tipo di iniziativa possiamo realizzare con i poteri limitati, in questo settore, di un Comune – dice il primo cittadino – Ma Roma è la Capitale del nostro Paese e io sono fortemente convinto, lo ero da senatore presentando un disegno di legge e lo sono ancor di più da sindaco, che chi nasce nel nostro Paese deve essere cittadino italiano». E a chi gli chiede se stesse lavorando ad un registro sullo ius soli per riconoscere la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia risponde: «Lo vedremo». E il ruolo della Capitale, anche in questo caso, dovrà essere quello di «pungolo» al Parlamento: «Sono sicuro che questo Paese la legge la cambierà – aggiunge Marino – Roma cercherà di essere una spinta per il Parlamento affinchè il diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia venga riconosciuto». ‘Prove’ di ius soli già di sono fatte nella Capitale. Lo scorso novembre il I Municipio ha consegnato degli attestati di cittadinanza ‘municipale’ a bambine e bambini nati in Italia da cittadini immigrati residenti nel centro storico. Un’iniziativa organizzata, insieme all’Unicef, in occasione della Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia. E intanto oggi il chirurgo dem ha consegnato a dieci ragazzi, ‘figli’ della Capitale e di genitori stranieri, un attestato per arruolarli nell«esercito degli ambasciatori di cittadinanza’ contro il razzismo. I bambini dei centri interculturali di Roma, oggi in Campidoglio in occasione dell’XI settimana di azione contro il razzismo promossa dall’Unar, hanno scritto una lettera al primo cittadino: »Siamo un gruppo di ragazzi nati in Italia da genitori stranieri. A Roma andiamo a scuola, qui abbiamo gli amici, molti parenti. E visto che a lei piace vincere le battaglie perse vorremmo ci aiutasse a diventare cittadini romani«. »È vero mi piacciono le cause perse perché sono una sfida – risponde loro Marino – Le sfide sono importanti nella vita perché ci portano a migliorare noi stessi. Io mi sento il vostro sindaco a prescindere dal fatto che voi non abbiate ancora la cittadinanza«. Aggiungendo, mentre mostra una t-shirt colorata con la scritta ‘Accendi la mente, spegni i pregiudizi’: »Ognuno di voi da oggi ha il mandato del sindaco di essere ambasciatore di cittadinanza per dire in giro che non conta il colore della pelle o la religione ma che siamo tutti uguali e dobbiamo avere le stesse opportunità«.

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