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Vigile malato faceva l’istruttore sub, denunciato e licenziato

Doppio lavoro, il secondo in nero e lo svolgeva da finto malato, per questo è stato denunciato e licenziato. È la storia di un ispettore della polizia municipale di Mondovì che è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata allo Stato e licenziato da Comune. L’ispettore ha una grande passione per il mare e per le immersioni ed era riuscito a trasformarle in una opportunità di lavoro. Sì, perché mentre per il Comune di Mondovì era impossibilitato a lavorare a causa di una grave lombalgia, in realtà stava facendo l’istruttore di sub per un diving center di Alassio, spostando bombole d’ossigeno e altre attrezzature pesanti: gesti incompatibili con la malattia. La truffa è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Albenga che per il comando di Savona stava compiendo accertamenti sul lavoro nero. Lo sviluppo delle indagini, compiuto anche con la polizia locale di Mondovì, ha permesso di scoprire che fare l’istruttore di sub era un vero proprio secondo lavoro per l’ispettore. Per lui era usuale l’assenza dal lavoro per malattia soprattutto nelle stagioni calde e allo stesso tempo era presente al porto turistico di Alassio, «come dimostrano le strisciate del badge di accesso al porto. Lo strumento, intestato al diving, è stato dimostrato che era di fatto nella sua esclusiva disponibilità», affermano i finanzieri. L’ispettore era così certo dell’impunità che sul sito del diving center, nella pagina dedicata allo staff, c’era un suo profilo, accompagnato da una suo foto, in cui è descritto come esperto sommozzatore. Compiuti tutti i riscontri del caso, i finanzieri di Albenga, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Cuneo, Massimiliano Bolla, nel settembre scorso hanno compiuto il blitz per contestare all’ispettore le accuse. Quel giorno, dopo aver richiesto ed ottenuto nelle prime ore della mattina un ulteriore prolungamento del suo infortunio per «l’aggravarsi della lombalgia», aveva partecipato ad un’escursione subacquea all’isola Gallinara. «Un fatto gravissimo – ha commentato il sindaco di Mondovì Stefano Viglione – per questo il Comune di Mondovì ha avviato le procedure che hanno portato al licenziamento del dipendente. È giusto che chi sbaglia venga punito. Il Comune agirà nelle competenti sedi per tutelare l’immagine del Corpo di Polizia e di tutto il personale che lavora ogni giorno con serietà». L’ispettore è stato rinviato a giudizio e il primo aprile prossimo scatterà il licenziamento. Il caso è stato segnalato alla Procura della Corte dei Conti del Piemonte per il recupero del danno erariale. Il datore di lavoro sarà sottoposto a segnalazione al dipartimento della Funzione pubblica perché avrebbe dovuto verificare che stava impiegando un funzionario pubblico. Accertamenti anche sul medico che redigeva i certificati.

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