| categoria: Roma e Lazio

Strisce blu “libere”, il Campidoglio perde 70mila euro d’incasso giornaliero

Settantamila euro al giorno. Tanto costeranno ad Atac la mancanza di controlli ai parcometri e lo stop del Tar, che ha annullato l’aumento delle tariffe deciso dal Campidoglio l’estate scorsa. Dopo quella sentenza, arrivata come una doccia fredda lo scorso 17 marzo, l’azienda ha deciso di rimuovere dalle aree tariffate gli ausiliari della sosta, dirottandoli ai tornelli della metropolitana e ai parcheggi di scambio. Per ripristinare le precedenti tariffe, pari ad un euro l’ora invece che ad un euro e mezzo, sarà necessario infatti aggiornare i software e modificare i parcometri, che sono 2.500 in tutta la città. Un’operazione lunga, che potrebbe richiedere fino ad un mese di tempo. In questo caso le perdite si aggireranno intorno ai due milioni di euro.

D’altra parte sarebbe stato troppo complicato per gli ausiliari controllare i ticket sul parabrezza delle auto tenendo conto della differenza tra nuova e vecchia tariffa. Una situazione ingestibile. Tanto che lo scorso 19 marzo la rappresentanza sindacale unitaria di Cgil, Cisl, Cisal, SulCt e i responsabili di Atac hanno siglato un accordo che prevede la destinazione degli ausiliari ad altro incarico. “Nelle more del ripristino informatico delle tariffe ai livelli pre delibera – dice il verbale dell’accordo – si rende necessario rivedere in via temporanea il servizio degli ausiliari della sosta”. Dunque: “L’azienda informa la Rsu della impossibilità momentanea dell’impiego degli ausiliari della sosta al controllo della sosta tariffata e della possibilità di adibire in via temporanea gli ausiliari della sosta ai seguenti servizi: presidio delle stazioni metro, controllo dei parcheggi di scambio, con sospensione temporanea del turno notturno”.

_”Il Comune ha accolto la nostra istanza – canta vittoria il Codacons, che ha presentato il ricorso al Tar – Nei giorni scorsi, infatti, di fronte all’impossibilità di aggiornare gli strumenti di pagamento, avevamo chiesto all’amministrazione capitolina di sospendere le tariffe per le strisce blu, così da non creare danni agli automobilisti che intendevano sostare solo un’ora e che per legge erano tenuti al pagamento di un solo euro. La scelta del Comune era e rimane l’unica possibile”. Poi l’affondo: “Ci mettiamo a disposizione del sindaco per risolvere la situazione di caos scaturita solo ed esclusivamente dalle scelte sbagliate dell’amministrazione”, dice il presidente Carlo Rienzi.

In realtà l’assessore alla Mobilità Guido Improta non ha nessuna intenzione di mollare. “Presenteremo ricorso al Consiglio di Stato contro una sentenza che è culturalmente sbagliata. Il Tar fa valutazioni politiche che non ci convincono proprio”, ha annunciato.
Per l’Atac, che nel suo piano industriale ha puntato sull’aumento delle tariffe della sosta e sull’aumento della vendita dei biglietti dei bus per dare ossigeno alle sue casse dissestate, è una grossa batosta. La vendita dei biglietti non è cresciuta. Anzi, i dati di gennaio e febbraio danno conto di un crollo senza precedenti: 14,5% rispetto a gennaio 2014, meno 11% rispetto a febbraio dello scorso anno.

E anche dalla sosta tariffata arrivano messaggi contrastanti. Dopo un monitoraggio affidato a ottobre all’Agenzia della Mobilità l’assessore Improta concludeva che l’aumento del ticket aveva portato ad una maggiore movimentazione della sosta e ad un incremento degli incassi del 25,74%. Gli operatori di Mobilità Roma hanno esaminato un campione di 998 parcometri, pari al 40% dei 2.500 apparecchi presenti in città, confrontando i mesi di ottobre 2013 e 2014. Nell’ottobre 2014 il volume delle operazioni è stato di 379.919 automobili paganti, mentre nello stesso periodo dell’anno precedente, quando erano in vigore le vecchie tariffe, i ticket emessi sono stati 339.212.
Ma i dati di gennaio 2015 risultano meno incoraggianti: sul totale dei parcometri, gli incassi sono stati di 2 milioni, più o meno la stessa cifra del gennaio dello scorso anno, quando le tariffe non erano state aumentate.

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