| categoria: Roma e Lazio

Il Comune liquida le partecipate, via anche Centrale del Latte

Il Campidoglio lancia il piano liquidazione partecipate. Da quelle di secondo livello di Ama e Atac ad AceaAto2 e Aeroporti di Roma, dal Centro Agroalimentare fino ad Assicurazioni di Roma e alla Centrale del Latte. Un’ operazione che permetterà un risparmio nelle casse capitoline di 150 milioni di euro. Pioggia di critiche dalle opposizioni: «Qui si svende tutto, anche le aziende che fanno utili». Intanto l’assemblea capitolina ha dato in serata il via libera al progetto. E per il sindaco Ignazio Marino si tratta di un «risultato storico». Al via quindi il piano dismissioni delle società di cui il Campidoglio è azionista. A partire dalla ‘nuova inserità nell’elenco liquidazione, ovvero la Centrale del Latte, finita al centro di una vicenda giudiziaria tutt’ora in corso – il Comune aveva venduto il 75% della società alla Cirio di Sergio Cragnotti che a sua volta la passò al gruppo Parmalat, una vendita che però nel 2012 il Consiglio di Stato bollò come nulla in una sentenza. Ora a Palazzo Senatorio si è deciso di andare avanti con la cessione della partecipazione del 6,7% «indipendentemente dagli esiti giudiziari» perchè «si ritiene non strategica la detenzione di quelle quote». Anche Assicurazioni di Roma, la mutua assicuratrice del Campidoglio, sarà liquidata. Ma saranno predisposti «idonei piani di ricollocazione dei lavoratori» in altre aziende del Comune. Prevista anche la cessione delle quote del Comune di Roma nelle seguenti società: AceaAto2, Aeroporti di Roma, Car, Cif spa e Bcc. Inoltre è prevista la «dismissione della partecipazione detenute da Ama e Atac». E per le casse di Palazzo Senatorio si prevede potenzialmente di ‘risparmiarè 150 milioni di euro. Farmacap, sul cui futuro la maggioranza in Campidoglio si era più volte divisa, prima di essere liquidata sarà trasformata in una società per azioni. Nel contempo per la municipalizzata che gestisce le farmacie comunali sarà avviato un piano di valorizzazione «degli asset patrimoniali e industriali» dell’azienda – il sindaco Marino nominerà un commissario che entro il 31 maggio 2015 dovrà presentare un piano «volto a garantire la continuità aziendale». Sfuma invece il progetto di internalizzare Biblioteche di Roma nel dipartimento Cultura del Campidoglio. Si procederà solo ad una razionalizzazione ed efficientamento del sistema biblioteche comunali. L’esecutivo guidato dal sindaco-chirurgo aveva in un primo momento previsto di cambiare modalità di gestione di Biblioteche di Roma, passando dall’Istituzione ad un’internalizzazione nel dipartimento Cultura. Ma la maggioranza aveva frenato sul progetto. In particolare Pd e Sel si erano mostrati scettici sulla proposta. Infine il Campidoglio cederà la sua quota in Eur spa. Ma non ora. Sarà una liquidazione ‘condizionatà alla realizzazione di alcuni risultati, come il completamento degli investimenti e delle opere previste. Resta quindi per ora confermata la volontà di uscire da Eur spa ma si attende comunque, spiegano da Palazzo Senatorio, l’esito del percorso di ‘ristrutturazionè della società avviato insieme al Mef e al Mibact per vedere come e se cambierà la mission della società, in particolare per quel che riguarda gli aspetti del patrimonio. L’assemblea capitolina, impegnata in questi giorni nella maratona d’Aula sul bilancio 2015, ha dato in serata il via libera alle liquidazioni. Tra le proteste dei lavoratori. E in Aula Giulio Cesare non sono mancate sorprese visto che il tema alienazione delle partecipate ha diviso più volte gli animi della maggioranza, con in prima fila Sinistra Ecologia e Libertà molto scettica su alcune operazioni. E proprio i consiglieri di Sel hanno votato in Aula contro la liquidazione di Farmacap e di AceaAto2: «Non è il finale che avevamo auspicato» commenta il capogruppo dei vendoliani Gianluca Peciola. Soddisfatto invece il sindaco Marino: «Roma ha compiuto la scelta di concentrare tutto il suo impegno sui servizi ai cittadini e di uscire dalle partecipate non strategiche. Non si tratta solo di ridurre dei costi, ma anche di rendere più efficace e puntuale il lavoro dell’amministrazione. Siamo il primo Comune a fare un simile passo».

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