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Ruby era ad Arcore l’inverno scorso. I pm: “Spense il telefono per sfuggire ai controlli”

Karima detta Ruby Rubacuori

“Dall’analisi (…) effettuata, sembra potersi affermare che” Ruby “con ogni probabilità si rechi ad Arcore” fra novembre e dicembre scorsi “e che in queste occasioni usi l’accortezza di spegnere il cellulare già in fase di avvicinamento” per “non far registrare la propria presenza sulle celle”. Ma Ruby non era l’unica ragazza – tra quelle sotto inchiesta nel Ruby ter – a essere intercettata. C’erano anche Imma De Vivo e Aris Espinoza che vengono ‘ascoltate’ mentre definiscono Silvio Berlusconi “nano malefico che tutti adorano”.
In una conversazione intercettata il 18 novembre, Espinosa e De Vivo, “parlano – si legge nell’informativa della polizia giudiziaria – degli uomini che frequentano. Espinosa dice che il suo compagno adora il nano malefico e che comunque anche De Vivo adora il nano malefico e che tutte loro lo adorano”. Temendo di esser intercettata, De Vivo “si ferma e dice: ‘Ma non è che parlando di nano malefico qualcuno capisce qualcos’altro? Stiamo parlando di uno stilista, eh?!'”.

L’ipotesi investigativa delle recentissime visite di Ruby a Berlusconi, invece, emerge dall’informativa del 10 dicembre. Dalla lettura del documento, che fa parte degli atti dell’inchiesta ‘Ruby ter’ depositati di recente dalla Procura al tribunale del riesame, emerge appunto come la ragazza si sia preoccupata di spegnere il cellulare una volta giunta nei pressi di Villa San Martino, la residenza di Berlusconi.

A riprova di ciò negli atti viene indicata anche una telefonata notturna della ragazza con il nuovo fidanzato, Daniele Leo. Il 2 dicembre scorso, alle 2.41, Ruby lo chiama. Lui “è molto risentito – si legge nell’annotazione – perché il telefono della donna è stato spento fino a quel momento”. E ‘Rubacuori’ “gli spiega i suoi movimenti ricordando all’uomo che lui sa benissimo il motivo per cui ha tenuto il telefono spento”.
Altro episodio simile si verifica qualche giorno dopo, il 6 dicembre, quando verso le 21.40 Ruby parla al telefono con “un investigatore privato incaricato di controllare il fidanzato” e “gli anticipa che non sarà raggiungibile tra le 23.30 e le 2.30”. Il compenso per il detective privato è solo una delle spese non compatibili – è il pensiero degli inquirenti – con i redditi di disoccupata di Ruby. Tra le altre anche un party da 7mila euro per la figlia e una vacanza alle Maldive da 60mila euro.

Emergono dai controlli sul tenore di vita della ragazza anche la sua intenzione di rilevare un ristorante a Milano e di aprire uno studio estico-dentistico a Genova. Progetti che si aggiungono a quelli già realizzati in Messico, dove Karima e l’ex fidanzato Luca Risso, hanno investito in varie attività commerciali e turistiche: su questo versante i pm si sono già mossi con una rogatoria internazionale.

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