| categoria: Roma e Lazio

IL CASO/ Milano 90, tra conti bloccati e impasse amministrativa si consuma una estenuante guerra tra poveri

La sensazione è che il magistrato abbia pignorato i conti correnti di Scarpellini per una somma di 9 milioni di euro. Che vi sia un pignoramento cautelativo che possa sfociare verso la confisca se l’imprenditore non garantisce le coperture per il pagamento dell’Iva evasa. Ma c’è il segreto istruttorio e dal capo ufficio indagini del Gip poco trapela. Dal custode dei beni sequestrati tuttavia si è fatta strada l’ipotesi che il gip potrebbe recuperare i soldi della società confluiti in Banca Intesa, circa 2.4 milioni più iva. Il condizionale tuttavia è d’obbligo perché si tratterebbe di denaro che confluisce sul conto sequestrato dalla procura e che automaticamente rientrerebbe nella disponibilità del giudice. Con questi soldi il giudice potrebbe pagare una parte dei debiti della società e l’esubero lo potrebbe destinare agli stipendi arretrati dei lavoratori.Ma continua a piovere sul bagnato ed anche quest’ultima ipotesi non si è realizzata.

L’Amministrazione comunale purtroppo ha mandato i soldi sul conto diretto della banca e non su quello della Milano 90 sequestrato dall’autorità giudiziaria. Il paradosso è che tale operazione ha tolto tali risorse dalla disponibilità del gip. Così a seguito di una cessione del credito che Banca Intesa ha stipulato con Scarpellini tali fondi sono finiti per coprire i debiti che la società aveva con l’istituto bancario.

Se ciò non fosse accaduto si sarebbe potuta sbloccare la situazione. Ma l’amministrazione capitolina non ha pensato a tale eventualità? Il sospetto che vi fosse un accordo tra Amministrazione e Scarpellini può essere legittimo. E’ mai possibile che il Comune abbia versato volutamente i soldi sul conto diretto di Banca Intesa anziché su quello della società così da dare priorità alle scoperture dell’imprenditore piuttosto che ai salari arretrati dei lavoratori?

Il fatto è che questi soldi ormai non possono essere recuperati a favore dei dipendenti della società da oltre 8 mesi senza stipendio. Un altro dubbio legittimo salta fuori se si cercano di valutare le mosse che Scarpellini sta facendo in questi giorni e che riguardano la messa in vendita dei suoi immobili sfitti ma anche di quelli occupati in cui vi è suo personale che eroga servizi.

Tuttavia ad oggi, sarebbero pronti per essere versati nelle casse della società di servizi dell’imprenditore romano circa 1 milione di euro dal Ministero per l’anticipo sborsato da Scarpellini per pagare i contratti di solidarietà e circa 2 milioni da Roma Capitale per servizi e affitti regolarmente resi. E se si considera che al momento Milano 90 ha avuto l’ok dall’Inps per la rateizzazione dei contributi non pagati, ciò permetterebbe di sbloccare l’impasse del durc irregolare della società e le amministrazioni pubbliche potrebbero procedere loro a pagare direttamente i lavoratori. Cosa non di poco conto visto che in alcuni casi le istituzioni pubbliche con cui la Milano 90 ha contratti aperti, non hanno voluto neanche aprire possibili trattative sulle riduzioni dei canoni di affitto, come previsto dalla legge nazionale sulla spending review, proprio per il fatto che la società si presentava senza il Durc in regola.

“Per fare il risparmio vero c’è solo un modo: eliminare la Consip che fornisce appalti soltanto a 5 – 6 imprese che sono sempre le stesse che poi a loro volta subappaltano i lavori ad altre piccole realtà. Senza la Consip si potrebbero ridurre del 30% i costi per gli appalti”. E’lo sfogo di Gioacchino Mancini sindacalista Segretario Generale della Failea- Falcev in assemblea con i lavoratori che svolgono i servizi per alcune sedi di uffici di Roma capitale. Ma perché siamo arrivati sino a questo punto?

“Stiamo parlando della la vertenza sindacale più grossa d’Italia” continua Mancini, “oltre quattro anni ormai di tavoli incontri e trattative. Ma la prima colpa è nostra delle organizzazioni sindacali, non siamo stai capaci di trasmettere quattro anni fa, la questione, per far capire quale fosse la situazione dei lavoratori e quali fossero gli affitti d’oro.”

Dentro questa impasse tecnico amministrativa affogano i lavoratori da mesi inseriti nelle procedure di mobilità. Il fatto, sembra banale dirlo, è che è impossibile vivere per 8 mesi senza stipendio. Stiamo parlando di una situazione presente e conosciuta dalle istituzioni pubbliche poiché si tratta di servizi resi nei loro uffici, in cui vi sono persone che si trovano senza contratto, senza proroghe e senza stipendio.

Ma quando interpellate sulla questione le istituzioni sembrano infierire senza pietà. Per la consigliera comunale piddina Daniela Tiburzi membro della commissione Personale i lavoratori della Milano 90 impiegati nelle sedi degli uffici comunali si troverebbero addirittura in una situazione di illegittimità contrattuale. Secondo l’esponente Pd infatti a tali lavoratori dovrebbe essere applicato il contratto nazionale dei servizi e non quello del turismo più oneroso che gli applica la Milano 90 vista la tipologia di servizio che svolgono.

A questo punto la vertenza dei lavoratori della Milano 90 si intreccia con la questione di altri lavoratori quelli della Multiservizi. Anche loro sono in agitazione da mesi perché l’amministrazione sostiene che sono troppi e costano troppo alle casse del Comune. Si sta forse pensando ad una sostituzione? Cioè il Comune potrebbe risolvere il problema della Multiservizi impiegando i lavoratori in esubero al posto di quelli di Scarpellini ottenendo anche un risparmio dal punto di vista contrattuale dato il livello più basso del contratto nazionale dei servizi. Sono solo supposizioni. Ma una verità è che i dipendenti della Milano 90 in alcune sedi lavorano, sempre senza stipendio, sotto la minaccia di possibili denunce alla Asl a seguito della contestazione che gli viene avanzata, di non assolvere correttamente come da contratto alla pulizia dei servizi igienici. Sarebbe un modo per mandarli via definitivamente? O forse qualcuno vuole far pagare a questi lavoratori lo scoop delle Iene sulle timbrature multiple dei dipendenti capitolini, uscito qualche anno fa?

Ti potrebbero interessare anche:

Banda della Magliana, sequestrati beni per 1 milione di euro
Maratona in aula per il via libera alla Città della scienza
Non finisce più, adesso anche saltano fuori i "pass" scaduti sulle auto dei dipendenti
Street Art, Tor Marancia diventa museo a cielo aperto con "Big City Life"
Blitz dei vigili contro gli abusivi, fermi e sequestri a via Boccea
MAFIA CAPITALE/ Storace incalza: fuori in 116 dal processo. Ma perché Gramazio non può essere proces...



wordpress stat