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RAI/ Il Pd si spacca, la minoranza presenta la sua riforma

In attesa del disegno di legge del governo, che potrebbe arrivare la prossima settimana, la minoranza Pd avanza al Senato una propria proposta di riforma della Rai che rilancia il ‘sistema duale’, già accantonato dal premier. La mossa apre un nuovo fronte di scontro con i renziani, dopo quello sulla legge elettorale, proprio a Palazzo Madama dove i numeri rendono l’iter parlamentare particolarmente incerto. Domani il tema potrebbe essere affrontato in consiglio dei ministri, ma solo per un ‘check’ in vista del via libera definitivo. Il testo, voluto personalmente da Renzi, prevede la nascita di un amministratore delegato con poteri rafforzati rispetto ad oggi e un consiglio di amministrazione di sette membri, quattro votati dalle Camere, due dal Tesoro (di cui uno diverrebbe ad) e uno dai lavoratori. Il premier ha invece deciso di mettere da parte l’altra ipotesi su cui aveva lavorato il sottosegretario Antonello Giacomelli: quella del ‘sistema duale’, con un consiglio di sorveglianza e uno di gestione, che secondo Palazzo Chigi non ha dato buona prova di sé quando è stata applicato in Italia. Proprio quest’ultimo disegno è stato ripreso da undici parlamentari della minoranza Pd, che lo hanno presentato al Senato. «Il modello duale – sostiene il senatore Federico Fornaro, primo firmatario – sarebbe ottimale per la Rai, poiché garantirebbe una gestione ‘snella’ dell’azienda affidata al Consiglio di gestione composto da un presidente con i poteri dell’amministratore delegato e da altri due consiglieri e nello stesso tempo un controllo effettivo ed efficace del rispetto degli indirizzi strategici ad opera del consiglio di Sorveglianza». L’iniziativa si va ad aggiungere alle proposte presentate da M5S e Lega, oltre che da Civati-Fratoianni e dal senatore Buemi, e viene letta con sospetto dai renziani. «L’improvviso attivismo sulla riforma Rai poco prima che il governo presenti l’annunciato ddl – commenta Michele Anzaldi – tradisce la volontà di rinominare il Cda con la Legge Gasparri. Umiliante». «La minoranza sembra essere sempre più a caccia di visibilità ed animata dalla voglia di indebolire le riforme del governo», gli fa eco Laura Cantini. Sul fronte interno, è stato approvato dall’82% dei lavoratori il referendum indetto dall’Usigrai sulla piattaforma RaiPiù, che si contrappone al piano di accorpamento dei tg voluto dal dg Luigi Gubitosi. La proposta prevede un NewsGathering unico, un direttore delle news scelto per selezione pubblica, l’informazione di rete che torna all’interno dei tg, il potenziamento della presenza capillare sul territorio.

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