| categoria: politica

Storace e Rauti, cantiere per la destra della terza repubblica

La Destra italiana alza la testa e dice basta a una posizione politica «da retroguardia». Riunisce le varie anime sparse in associazioni e formazioni e lancia un programma di unità per ricomporre le glorie del passato. Punti di partenza l’esperienza di Fratelli d’Italia, però con il tentativo di smarcarsi dalla figura ingombrante di Salvini che con «il suo populismo – lamentano da più parti – colma un vuoto che abbiamo lasciato». Un tentativo insomma di ricomporre la diaspora post An che ha portato all’attuale frammentazione. Queste le linee emerse dal convegno «Una destra per la terza Repubblica» che ha riunite dieci sigle della galassia di destra. Un percorso nato lo scorso 8 febbraio con l’incontro dal titolo «Un nuovo inizio». Oggi di nuovo insieme, chiamati a raccolta per riscrivere la storia del partito e aprire un cantiere di lavoro in grado di rilanciare un’azione comune senza divisioni. In prima linea il leader de La Destra, Francesco Storace, e Isabella Rauti, portavoce di Prima l’Italia e componente dell’esecutivo di FdI. «Per molti sarà un ritorno a Itaca – afferma Rauti- per altri rappresenta la volontà di costruire una casa comune». E a chi fa notare che l’intenzione di recupero della Destra ha un sapore nostalgico Storace risponde: «La nostalgia non è un insulto». Su due punti tutti concordano indistintamente: ripartire da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e considerare Matteo Salvini un possibile compagno di viaggio da cui è però necessario prendere le dovute distanze. «Un alleato potenziale» lo definisce infatti Gianni Alemanno (esponente FdI e marito di Isabella Rauti). «Meloni – sottolinea – non sta con Salvini. Più è forte la destra e meno saremo sottoposti all’egemonia del leader leghista». L’ingrediente per «rigenerare la Destra» secondo Silvano Moffa, presidente di Azione popolare, sta nella capacità di fare «autocritica». Ma anche nel saper affondare le radici del futuro nel passato della destra, come si legge nel documento del convegno. Si dovrà riconquistare, è scritto nel testo, «una destra di governo, come ai tempi di Alleanza Nazionale» e «una destra forte nella sua identità e nei suoi valori, come ai tempi del Movimento Sociale». Tra i punti cardine del rinnovamento viene indicata la necessità di «pensare la Destra all’interno di uno schieramento alternativo alla Sinistra». A partire dai limiti «del progetto di potere di Matteo Renzi» che nel corso del convegno sono stati individuati in: mancanza di fermezza sul fenomeno migratorio, assenza di sicurezza nel Mediterraneo segnato dal terrorismo, mancata difesa del Made in Italy, l’abbandono del ceto medio, la scomparsa di politiche per il Sud. Un attacco diretto a Matteo Renzi arriva dal presidente della Fondazione Fare Futuro, Adolfo Urso: «È simile a Salvini – afferma – carpisce soluzioni di destra, ma non ha un progetto di governo di destra».

Ti potrebbero interessare anche:

Caselli si dimette per polemica da Magistratura Democratica. Colpa dei No Tav e di de Luca
PD/ Nella sfida Renzi-Cuperlo un elemento comune, la critica al governo
IL PUNTO/ Cottarelli, cinque miliardi nel 2014. Scure sugli statali, solo stime
POLEMICHE/ Renzi alla guerra delle Asl. Tagliare le poltrone e applicare i costi standard
Mario Monti nel mirino dei suoi ex per il "no" al referendum
LA TELEFONATA/ Renzi, pubblicazione vergognosa. Orlando interviene ed è di nuovo rissa sulle interce...



wordpress stat