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FOCUS/ Ischia agita il Pd, Renzi: dal territorio luci ed ombre

L’arresto del sindaco dem di Ischia, Giosi Ferrandino con la notizia dell’intercettazione di Massimo D’Alema, non indagato, piomba sulla direzione del Pd già infuocata dallo scontro sull’Italicum. Un nuovo scandalo che Matteo Renzi accantona per il momento promettendo una prossima direzione dedicata ai problemi del territorio in vista delle elezioni di maggio. E dove aprire «un momento di riflessione comune su come ci stiamo muovendo sui territori. Con le luci e le ombre che ci sono». Luci e ombre che imbarazzano il partito ma che il premier non intende invece affatto generalizzare, facendo dell’arresto di Ferrandino un caso. Per Renzi lo scandalo di Ischia – si racconta nel partito – se pure grave, sarebbe pur sempre ascrivibile ad una vicenda locale, e come tale andrebbe affrontata. Tenendo presente che il sindaco è stato condannato, non è solo inquisito. Insomma una situazione netta e circoscritta, con la magistratura giustizia che sta facendo il suo corso. Ma non è un caso se la minoranza va oggi all’attacco anche su questo nuovo episodio di corruzione. «È un ulteriore colpo allo stato del Pd nel territorio. C’è forte preoccupazione» avverte l’esponente della minoranza, Alfredo D’Attorre. Gli risponde, anche se indirettamente, Gennaro Migliore ricordando che «siccome non siamo tutti uguali» ci dovrebbe essere «una presa in carico di una discussione su vicende che stanno travolgendo anche una parte importante della nostra rappresentanza». Intanto, mentre Massimo D’Alema si indigna («non sono indiziato di nessun reato e vorrei essere lasciato in pace») per quella che definisce una «forma di persecuzione» nei suoi confronti, Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Campania, invita a «non generalizzare». Una richiesta che cade nel vuoto, almeno per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo prende lo spunto per una nuova chiamata alle armi del Movimento: «è troppo tardi per stare calmi» avverte dalle colonne del suo blog dove paragona la situazione dell’Italia a quella della fortezza Bastiani dove Giovanni Drogo attende che qualcuno lo «venga a salvare da mafia, corruzione, massoneria. Nessuno – avverte invece Grillo – ci toglierà dai piedi questi partiti dominati da finanzieri e affaristi se non lo fa da solo». «Gliene arrestano uno al giorno. Per questo il Pd non vuole fare una legge anticorruzione» attacca anche il deputato campano, Luigi Di Maio. Anche Alessandro Di Battista ironizza: «Ogni giorno c’è un esponente del Pd che si alza e sa che dovrà correre più veloce di una gazzella, la gazzella dei Carabinieri». Mentre Fi (Ferrandino prima di candidarsi sindaco a Ischia con il Pd era stato eletto a Casamicciola con Forza Italia)invoca il garantismo tramite Domenico De Siano, senatore e coordinatore campano di Fi, l’Idv ripropone l’urgenza di approvare «un’adeguata legge anticorruzione, senza alcun compromesso ed ambiguità».

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