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Specializzandi, il Consiglio di Stato accoglie l’appello e rinvia al Tar del Lazio

Nuovo capitolo nell’odissea degli specializzandi. ll Tar del Lazio deve infatti rivedere la sua ordinanza cautelare con la quale non aveva accolto un primo ricorso singolo ‘pilota’, presentato nell’ambito del maxiricorso per le irregolarità del concorso delle Scuole di Specializzazione mediche, promosso dalla Fp Cgil Medici e patrocinato dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. È il contenuto dell’ordinanza n. 1440 della VI Sezione del Consiglio di Stato, che accoglie l’appello contro la mancata sospensiva da parte del Tar Lazio, «ai fini di una rapida fissazione nel merito del ricorso di primo grado». A ripercorrere la vicenda con l’Adnkronos Salute è l’avvocato Bonetti. Quella del Consiglio di Stato è una decisione, prosegue il legale, di grande rilevanza per il prosieguo dei tanti ricorsi pendenti, dopo la precedente istanza di sospensiva dello stesso Consiglio di Stato con la quale di recente 300 ricorrenti sono stati ammessi in soprannumero. «La nostra sconfitta al Tar è dunque stata ribaltata in secondo grado: un fatto importante perché ci sono altre 700 persone con ricorsi pendenti al Tar». In tutto, dunque, mille medici sono coinvolti. «Il Consiglio di Stato ha accolto i nostri motivi di appello – affermano Bonetti e Santi Delia – richiedendo al Tar di rivedere il proprio giudizio. I Giudici di ultimo grado hanno poi accolto un nostro ricorso su Medicina Generale, ammettendo in sovrannumero un ricorrente su illegittimità generali della graduatoria». Si tratta «di un ulteriore passo in avanti – evidenzia Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici – per il diritto alla formazione dei giovani medici con un sistema trasparente ed inclusivo». «Se non si risolve questa questione – conclude Bonetti – si rischiano futuri risarcimenti del danno ingentissimi, che non si limiteranno al pagamento delle mancate borse di studio e che davvero possono mettere in ginocchio le casse dello Stato».

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